23 January 2021

14-15 novembre: primo breve assaggio di INVERNO sull’Italia

Si conferma di corsa in corsa l’ipotesi che abbiamo individuato qualche giorno fa e che ci suggeriva la possibile irruzione sull’Italia di un nucleo di aria fredda di origine artica marittima.

Ebbene l’impianto generale resiste nell’avvicendarsi delle simulazioni di modello in modello, di run in run e dunque quella che fino a qualche giorno fa era una mera ipotesi – per quanto già basata su un interessante fondo probabilistico – ora dimostra di poter funzionare anche da un punto di vista fisico.

Due carte per spiegare in breve questa dinamica che trae spunto da uno sbilanciamento dell’anticiclone atlantico così tanto verso nord, da andare a rimuovere l’aria gelida presente oltre il Circolo Polare Artico e pilotarla poi verso l’Europa con destinazione Mediterraneo.

La prima (in alto, click per aprirla) ci mostra il livello probabilistico ante irruzione: siamo a domenica 12 novembre, giornata nella quale il blocco di testa dell’aria fredda si porterà in prossimità del versante nord-alpino. Come vedete i vari cluster (ognuno rappresenta una previsione riferita all’isoterma di 0°C a circa 1.500 metri di quota) risultano complessivamente ben appaiati e in parte anche sovrapposti, evidenziando così un buon segnale probabilistico. In altre parole fino a qua l’aria fredda arriverà senza troppi problemi.

Seconda carta (qui a fianco, sempre click per aprirla); rappresenta lo stesso scenario probabilistico ma 24 ore dopo, ad irruzione avvenuta. Notate subito una certa dispersione dei cluster proprio a sud delle Alpi, dove il segnale si fa più incerto. Questo vuol dire che l’aria fredda arriverà, ma al momento non si può conoscere esattamente in quale forma, portata, da quale ingresso preferenziale (sembra più gettonato il Rodano ma probabilmente ci saranno infiltrazioni anche dalla porta di Trieste) e soprattutto quali fenomeni si vi si accompagneranno dove e in quale misura.

Vi anticipo comunque che questi dubbi riguardano soprattutto le regioni nord-occidentali e quelle dell’alto versante tirrenico che in questo tipo di situazioni da nord maggiormente risentono dell’interferenza dell’arco alpino; un’isoterma messa in un certo modo determina conseguenze differenti da un’isoterma disposta in modo diverso, pure se di poco. Per tutti gli altri possiamo già preparare cappotti, giacche a vento, per chi abita in montagna, probabilmente anche pala e catene.

Luca Angelini

14-15 novembre: primo breve assaggio di INVERNO sull’Italia