25 October 2020

20 marzo ore 04.50, è scattata la primavera astronomica

Notte uguale al giorno, come durata, ovvero 12 ore di luce e 12 ore di buio. L’equinozio è un istante ben preciso, non un giorno intero, un istante che quest’anno, 2020, il sole ha raggiunto alle 03.50 di oggi venerdì 20 marzo (ora universale UTC). In Italia erano le 04.50, momento in cui l’inverno astronomico, che era iniziato lo scorso 21 dicembre, ha lasciato spazio alla primavera (quella meteorologica era partita lo scorso 1° marzo).

Il passaggio che archivia definitivamente l’inverno e introduce la primavera, vede il Sole salire sopra l’equatore celeste in un punto corrispondente ben preciso, noto come “Punto dell’Ariete”. Nel giorno dell’equinozio (vale naturalmente anche per il prossimo corrispondente autunnale che cadrà il 23 settembre), il Sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest, infatti la linea di demarcazione fra luce e buio, passa proprio per i due poli geografici terrestri.

Per questo motivo il giorno e la notte hanno uguale durata di 12 ore e il Sole si trova allo zenith sull’equatore, mentre in ogni altro luogo della superficie terrestre raggiunge un’altezza sopra l’orizzonte pari alla differenza tra 90° e la rispettiva latitudine.

Insomma, un istante che vale un’intera stagione, quella della primavera, da oggi è ufficializzata anche dal punto di vista astronomico. Questo significa che da questo momento in avanti le giornate, o meglio il dì (inteso quindi come ore di luce), che avevano iniziato ad allungarsi lo scorso 22 dicembre, accelereranno il processo che ci porterà verso il traguardo della giornata più lunga il prossimo 20 giugno.

Luca Angelini