20 January 2021

2012 vs 2017: guardate che differenze!

Un inverno che si rispetti dipende anche da questo: osservate bene le due immagini in figura (click per aprirla), si riferiscono all’estensione delle superfici innevate sul continente euro-asiatico nel 2017 (sopra) e nel 2012) sotto (qui la pagina dedicata all’innevamento continentale).

Il confronto è a dir poco impietoso.

Fatta eccezione per un minor innevamento nella zona del Kazakistan, tra il mar Caspio e l’ex lago d’Aral, il resto della superficie continentale nel 2012 era ben più innevata dell’attuale. Guardate per esempio i territori europei a noi più vicini.

Questo non vuol dire che la nostra stagione fredda sarà mediocre, perchè la questione legata all’innevamento continentale è solo uno dei tasselli del grande puzzle chiamato inverno. A favore di una stagione quanto meno interessante giocano altri fattori predittivi, come – giusto per fare un esempio – l’inversione dei venti stratosferici in condizioni di minima attività solare, argomento che tratteremo prossimamente in un ampio editoriale.

Insomma, per dirla con altre parole: finora il freddo è arrivato direttamente dal Circolo Polare, ma il freddo vero, quello tosto, non quello sterile ma quello che porta anche la neve, arriva da est, quindi dal continente. E se le riserve di freddo nei bassi strati (vedi appunto innevamento superficiale) sono scarse, il gelo da molti siti sognatori paventato ad ogni battito di ciglia, non arriverà mai.

Luca Angelini

2012 vs 2017: guardate che differenze!