30 November 2020

9-10 giugno, qui si muove addirittura l’Artico

Per ora è e rimane solo un’osservazione tuttavia, come ormai ben sapete, la consultazione di adeguato materiale di analisi può certamente darci una mano nel ridurre i margini di errore e pertanto consentirci di guardare più in là, di avere una panoramica più ampia già in partenza su quello che ci aspetta. Bene, la mappa che vi ho rappresentato in figura è molto importante, perchè ci suggerisce, in chiave probabilistica, la distribuzione della superficie di 500hPa (siamo quindi a circa 5.500 metri di quota) prevista per la giornata di giovedì 9 giugno.

Perchè ho scelto proprio questa? Perchè da qui possiamo riagganciarci all’analisi pubblicata domenica sera, partendo proprio dalla tendenza per giovedì 9 giugno, allorquando è previsto il transito di una perturbazione da nord, seguita (naturalmente) da aria un po più fredda.

Ebbene questo, per così dire, “spiffero” sarà nientemeno che la coda di un possibile impulso freddo che si prepara a nascere addirittura a latitudini artiche, al largo della Groenlandia, il cui asse è destinato probabilmente all’Europa centro-orientale. Una manovra sicuramente atipica in questo periodo dell’anno che coinvolgerà vaste porzioni del Continente sedimentando aria fresca su aria fresca e pertanto mantenendo attive importanti condizioni favorevoli a temporali, con precipitazioni superiori alla norma. Questo perchè le giornate molto lunghe e l’aria fredda entreranno in contrasto per riscaldamento dal basso, processo che inevitabilmente porta allo sviluppo di precipitazioni convettive ad ampio raggio.

Ora, considerando che questi eventi fanno seguito a quanto già visto nel mese di maggio, possiamo ritenere che le conseguenze possano influire anche sul tempo di casa nostra in questa prima parte dell’estate. In che modo? Beh, vaste porzioni continentali interessate da ripetuti impulsi di aria fresca bilanciano il calore solare in entrata e oltretutto le superfici intrise d’acqua sottraggono all’atmosfera calore per la continua evaporazione delle superfici e possono contribuire a limitare il rialzo stagionale delle temperature nel periodo che vede il sole nella sua posizione più alta nel cielo di tutto l’anno. Il Continente potrà quindi incamerare meno calore della norma in relazione all’eliofania (soleggiamento).

In altre parole, le ondate di calore che eventualmente si dovessero generare sul nord Africa non troverebbero terreno fertile per attecchire in Europa, almeno nella prima metà di giugno, ma probabilmente anche oltre e, semmai lo facessero, i risultati sarebbero modesti. E questo, lasciatemelo dire, non può essere che una buona notizia.

Luca Angelini

9-10 giugno, qui si muove addirittura l’Artico

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