23 March 2019

A proposito di estremizzazione climatica

Tempo e clima sono due cose ben distinte. L’uno però risiede dentro l’altro come accade per le scatole cinesi. Così il tempo di oggi, di domani, di una settimana, di un mese sono già l’inizio di un periodo climatico che, per quanto breve possa essere, può già mettere in risalto eventuali anomalie.

Prendiamo ad esempio quello che sta accadendo proprio in questo periodo: la tipica immagine dell‘Italia “ribaltata”, giusto per dirla con il linguaggio comune, deriva da un regime di persistenza, ossia da una situazione che rimane bloccata giorno dopo giorno. Il blocco è dovuto ad uno stato di equilibrio delle correnti portanti. La lunghezza e l’ampiezza d’onda che vanno a disegnare, unitamente alla loro stessa velocità determina l’entità e la durata di questo blocco.

L’Italia si trova lungo il settore interessato da correnti settentrionali. Questo spiega i motivi per i quali le temperature si sono spesso collocate su valori al di sotto della media. Ma questo spiega anche i motivi che hanno portato le nevicate al di là delle Alpi, sul medio Adriatico e al sud: le nostre montagne infatti, facendo da barriera proprio al flusso settentrionale, hanno addossato i fenomeni lungo i versanti esposti alle correnti, ponendo invece in costante riparo quelli sottovento.

Osservando la cartina in evidenza però (clic per aprirla), salta subito all’occhio il motore di tutto ciò: un vistoso dipolo di anomalie che vede i massimi di altezza geopotenziale (fino a 40hPa in più rispetto ai valori medi) sull’Atlantico settentrionale e i minimi (fino a 24hPa in meno rispetto ai valori medi) sull’area balcanica.

Nel mezzo l’Italia, con i venti da nord, la solita neve oltre i confini alpini e il gran secco in Val Padana; il gelo sui Balcani, il clima mite e arido a occidente. Anche questo è estremizzazione climatica.

Luca Angelini