18 August 2017

Accordi di Parigi sul clima, Italia (solito) fanalino di coda

Tutti contro Trump, eppure anche da questa sponda dell’oceano c’è chi predica bene ma razzola male. L’argomento è l’accordo di Parigi sulle condotte necessarie a limitare l’emissione di gas a effetto serra allo scopo di frenare l’aumento della concentrazione degli stessi in atmosfera; il nodo da risolvere è quello che lega la crescita alla sostenibilità che, detto in altri termini, vale a dire preservare la nostra salute e l’equilibrio climatico del Pianeta utilizzando oculatamente le risorse a disposizione, in primis le fonti di approvvigionamento energetico.

Ebbene, dopo lo scandalo Trump, che come sapete, ha inteso uscire dagli accordi di Parigi in tal senso, emerge lo scandalo Italia che, pur dichiarando di aderire a tale progetto, risulta in Europa il fanalino di coda in compagnia con altri Paesi come la Spagna, la Romania, La Polonia.

Da una ricerca effettuata dall’organizzazione non governativa Transport & Environment (link diretto allo studio in formato PDF), solo tre Paesi europei sono sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima:la Svezia, la più virtuosa e in linea con le disposizioni vigenti con 67 punti su 100 totali, poi anche la Germania e la Francia, seppur con ulteriori margini di miglioramento, rispettivamente ok per 54 e 53 punti.

Sotto questa soglia tutti gli altri, tra i quali la Gran Bretagna (42 punti), .il Portogallo (38 punti), la Finlandia e l’Ungheria (pari merito a 22 punti), persino la Grecia (a 20 punti). Poi le “pecore nere”, Italia, Spagna, Lituania, Repubblica Ceca, Croazia e Romania che staccano 9 miseri punti, comunque già davanti alla meno virtuosa, la Polonia con un secco 2 punti. Come dire, tante parole e pochi fatti, ma anche tanti costi che noi cittadini sborsiamo senza ottenere risultati tangibili.

Gli Stati membri dell’UE stanno attualmente negoziando la loro posizione comune sul regolamento con una equa ripartizione degli sforzi.  La legge finale dovrebbe essere adottata entro la fine del 2017.

Report Luca Angelini

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