26 January 2021

Al sud la NEVE, al nord gli INCENDI

Italia sempre più divisa in due da una situazione meteorologica che sta assumendo sempre più carattere di persistenza. Come spesso vi abbiamo accennato nei nostri approfondimenti, una delle conseguenze “collaterali” del cambiamento climatico in atto è l’estremizzazione di alcuni fenomeni.

Questo è dovuto al cosiddetto “regime di persistenza“; impostato un determinato pattern di circolazione, tale rimane per settimane e determina ovviamente fenomeni opposti a seconda che ci si trovi sulla cresta del’onda generata (alta pressione= tempo secco) oppure nel cavo dell’onda (bassa pressione=maltempo).

L’attuale circolazione risulta per l’appunto bloccata: un grande anticiclone ad ovest e una persistente circolazione ciclonica ad est dell’Italia. In questo modo le correnti, che seguono il senso della circolazione tra le due figure, provengono dai quadranti settentrionali, saltano il nord Italia (per la protezione offerta dall’arco delle Alpi) e si ricompongono al centro e al sud.

Questo è il motivo che, in contrapposizione con le nevicate in atto sul sud dell’Italia, in alcuni casi addirittura sino al livello del mare (come da previsione), ritroviamo gran secco al nord, dove si segnalano addirittura incendi. La situazione favorisce infatti la mano criminale dei piromani che hanno agito su diversi fronti.

In particolare segnaliamo gli incendi divampati giovedì 3 gennaio sull’Altopiano di Asiago in Veneto (foto qui sopra), dove sono stati distrutti in poche ore diversi ettari di bosco, proprio nella zone dove lo scorso ottobre, per una situazione meteorologica opposta, gli stessi boschi erano stati devastati dal maltempo.

Incendi anche nel Varesotto, in Lombardia (immagine in evidenza); sempre il 3 gennaio sono stati distrutti 50 ettari di bosco in Valganna, all’altezza del Monte Martica sino al comune di Induno Olona. E’ stato allestito un campo base con anche 60 volontari arrivati da tutta la provincia. Si attende l’intervento di elicotteri e Canadair per lanci d’acqua sul fronte più attivo delle fiamme, che nel buio della notte erano visibili a distanza di decine di chilometri, in tutta la provincia di Varese e addirittura da Milano.

Luca Angelini