Alluvione lampo nelle Marche, salgono a 10 i morti; le cause del disastro

Come ormai da qualche tempo accade, ad ogni passaggio temporalesco siamo purtroppo costretti a mettere in conto danni e anche vittime. In questo caso, l’alluvione lampo che le scorse ore ha investito le Marche, ha causato la morte di ben 10 persone. Domanda di rito: era prevedibile tutto ciò? Risposta: NO. Dobbiamo imparare a capire infatti che più un fenomeno meteorologico assume caratteristiche estreme e più diminuisce la sua prevedibilità. Questo perché i modelli numerici, che calcolano il comportamento futuro dell’atmosfera, lavorano entro un range medio corrispondente alla climatologia del luogo. Ma i fenomeni che si stanno presentando con sempre maggior frequenza e intensità, proprio a causa di un clima che sta cambiando con estrema rapidità, vanno oltre a questo range climatico di base e pertanto diventano imprevedibili.

Dunque se era possibile indicare lo sviluppo di temporali (e questo era stato effettivamente previsto) non era prevedibile che questi temporali potessero degenerare in un fenomeno alluvionale. Qui gioca un ruolo fondamentale sia la sinottica, sia lo stato del territorio, pertanto fatti del genere, con quel carico d’acqua e con quelle modalità, se possono essere previsti, non possono poi comunque essere evitati. Le cause sinottiche erano tutte tese ad una fervente attività temporalesca: circolazione ciclonica, correnti molto veloci in quota, elevato apporto di umidità nei bassi strati, sollevamento orografico e contrasto con aria più fresca in avvicinamento. L’innesco di temporali autorigeneranti come quello che ha causato il disastro era quindi reale e concreto, ma non solo sulle Marche. Eppure è avvenuto solo li; e questo era impossibile prevederlo. Ad ogni modo anche lo stato del territorio era a rischio, soprattutto dopo il lungo periodo caldo e asciutto dell’estate. E quei 400 millimetri d’acqua caduti dal cielo in poche ore (la pioggia che mediamente su quella zona dovrebbe cadere in 6 mesi) non poteva che comportare questo tragico epilogo.

Luca Angelini