13 November 2019

ALLUVIONI: è davvero solo colpa dei temporali? O del Clima?

Le alluvioni, un tema ricorrente durante la stagione autunnale. Da più parti si liquida l’evento funesto riconducendo il tutto ad una sola causa: possono essere i cambiamenti climatici, il mare troppo caldo, la perturbazione troppo forte, il temporale stazionario e via discorrendo. Anche i cambiamenti climatici possono avere un contributo di fondo, fornire una forzante trasversale ed indiretta ai fenomeni estremi. Come sempre quindi ricorrere ad un solo espediente è sempre un errore, e questo per qualsiasi fenomeno legato alla meteorologia.

In realtà difatti una alluvione è il risultato di diversi fattori concomitanti, sia di tipo meteorologico, sia di tipo idro-geologico. In teoria una alluvione potrebbe avvenire anche senza che cada una sola goccia di pioggia; pensate ad esempio ad una diga che cede e riversa a valle le acque di un lago artificiale.

D’altra parte dobbiamo renderci conto che un temporale, per quanto intenso, per quanto stazionario, non può da solo causare una alluvione lampo. Le acque meteoriche, se lasciate libere di scorrere entro gli appositi alvei, leggi fiumi, rogge e torrenti, tendono a distribuirsi allagando zone circoscritte, quasi sempre le aree golenali e, cosa molto importante, lo fanno piuttosto lentamente, lasciando il tempo di mettersi in salvo.

Quando però questi corsi d’acqua vengono deviati, cementificati o tombinati – e questo per far posto ad una urbanizzazione dissennata – succede il disastro. Le acque meteoriche, non più libere di sfogarsi, si accumulano a monte e poi, superata una certa soglia di carico, precipitano a valle e in pochissimo tempo (si parla di minuti!!) possono allagare interi quartieri. Se ci sei dentro non hai scampo.

Non è quindi l’allagamento da pioggia forte a causare l’alluvione, ma l’esondazione forzata di corsi d’acqua imbrigliati a forza. Il tappo che si crea in queste situazioni, quasi sempre determinato dall’incuria, non riversa a valle solo acqua, ma fango e detriti.

Può succedere a Milano con il Seveso, così come a Genova con il Fereggiano, ad Alessandria con il Tanaro, ma c’è anche il Rio San Gerolamo a Capoterra (Cagliari 2008), i canali a monte di Sarno (Avellino 1998), poi ci sono le Marche (2014), le Cinque Terre (2011), Messina (2009) e potremmo continuare.

Impedire le alluvioni? Ormai è impossibile, a meno di essere disposti a radere al suolo interi quartieri ripristinando l’originario corso dei fiumi. Prevenire? E’ questa l’unica via di uscita. A tal proposito vi indico a questo indirizzo un utilissimo articolo che ci insegna passo passo come comportarsi nel malaugurato caso che ci dovessimo trovare di fronte a questo incubo che ci siamo auto-inflitti.

Luca Angelini

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