Alpi e Prealpi: una montagna di NEVE

Neve in montagna o montagne di neve? Sembra un gioco di parole ma non lo è. Dopo alcuni anni di magra, dobbiamo indubbiamente osservare  –  non senza un certo sollievo –  che l’inverno 2018, e l’attuale fase d’inizio primavera, si stanno rivelando particolarmente generosi di neve per le nostre montagne, soprattutto su Alpi e Prealpi.

NUOVE NEVICATE: Proseguirà infatti anche nei prossimi giorni la saga del “bianco”, che farà leva sul passaggio di diverse perturbazioni atlantiche cariche di precipitazioni, una situazione che, a fasi alterne, dovrebbe protrarsi almeno fino alla metà del mese.

Dunque, ai già notevoli accumuli di neve al suolo attuali, si aggiungeranno altri preziosi centimetri. Una neve che non guarderà in faccia a nessuno, tanto meno a coloro i quali avranno nel frattempo chiuso gli impianti sciistici, seguendo una logica di mercato presa troppo in anticipo.

QUANTA NEVE E DA CHE QUOTA: l’apice, l’apoteosi nevosa si avrà su Alpi e Prealpi nelle prossime ore, tra mercoledì 11 e venerdì 13 aprile, quando i fiocchi cadranno su tutti i settori mediamente a partire da 1.500-1.700 metri. Tale livello tenderà poi a scendere anche fin verso i 1.000-1.200 metri tra giovedì 12 e venerdì 13 aprile. I depositi al suolo in 48 ore (quindi con scadenza alla mezzanotte di venerdì 13 aprile), saranno da record, soprattutto dove lo Scirocco batterà con insistenza, ovvero a ridosso dell’arco alpino nord-occidentale (bassa Valle d’Aosta e alto Piemonte).

SITUAZIONE GHIACCIAI: su queste zone, quindi su Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine e Lepontine  gli accumuli di picco, stimati alla quota di 2.000 metri, supereranno anche i due metri, specie nel tratto delle Graie, Pennine e delle Lepontine. I massicci del Gran Paradiso, del Monte Rosa, dei Mischabel e quelli di confine ossolani vedranno indubbiamente ridimensionati i danni causati ai rispettivi ghiacciai dalla fila di recenti estati molto più calde della norma e dagli ultimi inverni avari di “materia bianca”. Al momento le superfici dei ghiacciai si trovano coperte da un notevole spessore di neve fresca e ventata, depositata a sua volta su uno strato di firn, che ha chiuso la pregressa situazione di crepacci aperti rilevata in autunno.

Su gli altri settori, tra i quali menzioniamo le Retiche, le Orobie, i gruppi Adamello/ Presanella e quelli di confine altoatesini, cadranno tra il metro e il metro e mezzo di neve, un quantitativo comunque non trascurabile. A scalare su tutte le altre zone finora non citate, dove comunque, sempre ad una quota media di riferimento di 2.000 metri, non cadranno meno di 50 centimetri di neve fresca.

PERICOLO VALANGHE: sarà utile ricordare che una siffatta situazione si presta ancora una volta ad un elevato pericolo di valanghe, situazione che renderà molto rischiosa l’attività fuori pista anche dopo, al termine della fase di maltempo, sia per l’instabilità del manto nevoso caduto tutto insieme, sia per gli effetti del deposito ventato (leggi cornici), sia per il probabile rialzo delle temperature a tutte le quote nel corso della prossima settimana.

Prima di condurre qualsiasi attività in alta montagna, sarà dunque indispensabile consultare i bollettini neve e valanghe (li trovate sulla nostra pagina dedicata al tempo in montagna), bollettini anche a tiratura regionale che già ora indicano un pericolo tra marcato  e forte (livelli 3 e 4 su un massimo di 5) su gran parte dell’arco alpino (figura qui sopra riferita a giovedì 12 aprile).

Luca Angelini

Alpi e Prealpi: una montagna di NEVE