24 April 2018

Alpi occidentali, questa volta ne verrà giù proprio tanta

Stiamo parlando naturalmente della NEVE.

Non saremo certo qui a farvi la manfrina o sottolineare talune assurdità come quelle che in questi ultimi giorni vengono assortite a catena di montaggio da molti giornalisti riguardo la neve come fenomeno eccezionale in località come Cervinia, tuttavia la neve che sta per arrivare sulle montagne piemontesi e valdostane sarà davvero tanta.

Gli accumuli stimati dai modelli di previsione, che si riferiscono più che altro all’equivalente in millimetri di pioggia, sono eloquenti. Anzitutto, perchè si parla di millimetri d’acqua anzichè di centimetri di neve? Per il semplice fatto che la neve non si deposita al suolo in modo uniforme, soprattutto in montagna, ma risente molto delle asperità del territorio, dell’esposizione al vento, del tipo di precipitazione, la quale varia a sua volta a seconda della temperatura e dell’umidità incontrata durante la caduta.

Detto questo, osservando la cartina proposta nella figura in alto (click per aprirla) si evince che le precipitazioni saranno abbondanti  – fino a 250 millimetri d’acqua equivalente su 1 metro quadrato – in 36 ore, ossia fino a martedì 9 gennaio, giornata di fine evento. Osservando invece la cartina qui a fianco (probabilità percentuale di precipitazioni) si nota quanto la stessa sia praticamente sicura per molte ore di fila.

Le zone più battute? I crinali del Pinerolese, quelli delle Valli di Lanzo, il massiccio del Monte Bianco, del Gran Combin, Cervino Matterhorn (testate della Valpelline e della Valtournanche), Monte Rosa (testate della val d’Ayas e della valle del Lys), i Quattromila vallesani di confine con l’Italia (testate della Valsesia, delle valli Anzasca, Antrona, Bognanco e i crinali di confine tra val Formazza e Svizzera. Le quote di accumulo partiranno dai 1.200 metri, ma sarà dai 1.500 metri in su che si avranno i carichi nevosi più abbondanti. Considerare la possibilità di chiusura dei valichi stradali come la Maddalena, Monginevro, Moncenisio, Sempione.

Va da sè che, un tale carico nevoso, sopra costoni già sovraccarichi dalle precedenti precipitazioni, talora ulteriormente appesantite anche dagli improvvisi rialzi delle temperature in quota, potrà creare seri problemi di stabilità, con elevato rischio di valanghe. Per questo tutte le attività fuoripista sono off-limits. Non è detto che qualche comune possa rimanere isolato e che possano aversi anche problemi nell’erogazione dei servizi sciistici a livello di impianti. E’ altamente consigliabile consultare regolarmente i bollettini meteo locali: per il Piemonte e per la Valle d’Aosta. Per ulteriori informazioni su quanto riguarda il tempo e la neve in montagna (Servizio meteomont, zero termico, vento in quota, bollettino della neve e delle valanghe Aineva zona per zona) vi rimando alla nostra pagina dedicata.

Rovescio della medaglia, ma questo lo apprezzeremo meglio la prossima estate quando tutta questa neve se ne sarà andata, la provvidenziale riserva d’acqua della quale, soprattutto in queste zone, ne avevamo certamente bisogno.

Luca Angelini

Alpi occidentali, questa volta ne verrà giù proprio tanta