30 November 2020

Alpi e Prealpi, tanta bella NEVE a partire dai 2.000 metri

Finalmente la natura può tirare il fiato. Con la provvidenziale perturbazione giunta sulle nostre regioni settentrionali, si va attuando non solo una benefica aspersione di pioggia sulla natura in fiore, il che altro non è che un bene dopo tanto secco e anche dopo le gelate di qualche notte fa, ma anche un interessante apporto di neve in montagna a quote diciamo “normali” per il periodo.

Perchè la neve è tanto importante in montagna? Perchè costituisce senz’altro una riserva d’acqua per quando giungerà l’estate. Dopo un inverno complessivamente avaro di nevicate su tre quarti dell’arco alpino, ben venga allora questa mano di bianco che interesserà un po’ tutti i settori a partire da una quota media di circa 2.000 metri.

Dopo una prima passata avutasi a carico soprattutto dei settori valdostani e piemontesi, gli accumuli al suolo più importanti sono attesi nelle prossime ore (giornata di mercoledì 26 aprile), soprattutto a ridosso del tratto lombardo, in particolar modo il settore delle Alpi Retiche che si innesta su quello altoatesino tra l’alta Valtellina e le Alpi Venoste e il gruppo dell’Adamello. Giovedì 27 altra neve, questa volta con accumuli più rilevanti tra il Bellunese e le Dolomiti, oltre che nuovamente a ridosso dei settori altoatesini, solo sulle vette più elevate invece nel tratto friulano-giuliano.

Venerdì 28 probabile “ritocco finale generale” che si manifesterà soprattutto a mezzo di rovesci sparsi di natura convettiva e con generale calo del limite bianco per inserimento di aria più fredda e relativo discesa delle nevicate addirittura fin sotto gli 800-1.000 metri.

Con il ritorno della neve torna anche il rischio di fenomeni valanghivi. Prima di affrontare escursioni o salite alpinistiche in quota consiglio pertanto di consultare il Bollettino della Montagna Meteomont.

Luca Angelini

Alpi e Prealpi, tanta bella NEVE a partire dai 2.000 metri