Alta pressione fuori gioco, stabilità e caldo ancora lontani

La prima parte di giugno non farà paura: il caldo non arriverà e al suo posto l’atmosfera resterà sintonizzata su una lunghezza d’onda decisamente instabile. Corsa dopo corsa i modelli numerici stanno man mano confermando questa tesi, riducendo sempre più le aree di competenza delle alte pressioni. Si profila sostanzialmente una fase meteorologica molto più simile a quella che sarebbe tipica per il mese di aprile, con un tipo di tempo molto spesso inaffidabile pur, in un contesto di temperature in linea con la norma della prima decade di giugno.

Perchè l’alta pressione non ce la fa? Premetto che, considerando l’andazzo delle ultime estati, sarebbe opportuno non svegliare il can che dorme, tuttavia a solo scopo indicativo,  si osserva che per il momento alcuni indici climatici stanno, per così dire, “lavorando” in sinergia per mantenere in piedi questo stato dell’arte. Lo studio delle onde planetarie ad esempio ci mostra un vortice polare sbilanciato verso Europa e nord America, probabilmente per la pressione esercitata dalla convezione tropicale (indice MJO) attualmente sul Pacifico. Scendendo poi più nel particolare, si nota uno sviluppo piuttosto corto di queste ondulazioni, il che rende la circolazione lenta e poco evolutiva, così da permettere l’intrusione (faticosa) dei promontori anticiclonici essenzialmente dove maggiore è la spinta da parte del Monsone del nord Africa (e alta in latitudine la posizione dell’ITCZ), ossia lungo il meridiano di Greenwich.

ens centroTutto questo per dire il tempo sull’Italia si manterrà piuttosto instabile per tutta la prima decade (e forse la prima metà) del mese di giugno. Probabilmente solo la Sardegna risentirà dei campi di pressione leggermente più elevati che si trovano ad ovest del Continente e rimarrà in parte esclusa da questo malessere atmosferico. In linea generale, trattandosi di onde planetarie dobbiamo osservare infatti che le tempistiche di sviluppo ed evoluzione sono piuttosto lunghe, normalmente tra le tre settimane e il mese. Considerando che ne siamo già dentro da almeno due settimane, i conti son presto fatti e per questo l’estate stabile e calda rimane per il momento ben impacchettata nei programmi, a noi sconosciuti, di questo strano 2016 sino a data da destinarsi.

Luca Angelini

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