23 September 2020

Anche il nord America ha il suo monsone

Vi siete mai chiesti dove e come nascono e si sviluppano le perturbazioni atlantiche? Nella stagione invernale, uno dei meccanismi che contribuisce a questo processo deriva dalla differenza di temperatura, e quindi anche di pressione, tra il continente nord-americano e l’oceano Atlantico.

Normalmente i contrasti più netti si hanno all’altezza del Canada, e in particolare nei pressi del Labrador, dove la confluenza tra l’aria fredda che defluisce dalla regione artica e quella più mite tropicale che risale dal golfo del Messico genera appunto le classiche perturbazioni atlantiche.

Durante l’inverno questo può avvenire anche quando l’aria fredda che sovrasta il continente nord-americano defluisce in massa verso l’oceano Atlantico, spinto dalle correnti delle medie latitudini. Guardate l’immagine satellitare qui sopra (clic per ingrandirla) ripresa dal satellite GOES 16 nel pomeriggio di venerdì 17 gennaio: è evidente lo scontro che avviene tra quest’aria fredda (che potremo ribattezzare Monsone nord-americano, fredde azzurre) e quella più mite che risale l’oceano, generando profondi centri di bassa pressione e quindi anche intense perturbazioni.

Queste ultime a volte possono raggiungere anche l’Europa e il Mediterraneo, ma spesso (sempre più spesso) proprio durante l’inverno vengono deviate verso il nord Europa dalla presenza anomala sempre più persistente dell’anticiclone delle Azzorre.

Luca Angelini

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