Ancora un’alta pressione sui paesi Scandinavi

Questa è la vera anomalia di questo 2018, che ormai sta imboccando il viale del tramonto facendoci tirare le prime, provvisorie e sommarie informazioni. Alta pressione scandinava, tecnicamente nota agli addetti ai lavori come “SCAND +, indice che possiamo monitorare in tempo reale nella nostra apposita pagina dedicata alle Teleconnessioni.

Sono diversi i mesi di quest’anno trascorsi con questa figura anomala quasi stazionaria lassù, a volte collegata direttamente alla circolazione subtropicale attraverso il sodalizio con l’anticiclone delle Azzorre (marittimo), altre con quello nord-africano (continentale), altre volte ancora in forma isolata dalla radice subtropicale.

Perchè figura anomala?

Perchè la circolazione generale dell’atmosfera, il grande impianto di climatizzazione del Pianeta, pone la fascia anticiclonica all’altezza delle latitudini subtropicali, dove in quota avviene lo scontro tra le masse d’aria provenienti dai tropici e quelle in arrivo dalle medie latitudini. L’accumulo di aria in altitudine  – e il tetto della stratosfera che fa da tetto e impedisce lo sfogo delle correnti verso l’alto – costringe i flussi a sfogarsi verso il basso. L’aria scende, si comprime e aumenta così la pressione atmosferica: alta pressione dunque.

E la fascia climatica scandinava?

Normalmente dovrebbe trovarsi al limite tra la circolazione polare e quella delle medie latitudini, laddove lo scontro tra masse d’aria avviene nei bassi strati e produce correnti ascendenti, quindi un alleggerimento dell’atmosfera: bassa pressione.

Ora, se l’alta pressione si sposta troppo verso le alte latitudini, dove dovrebbe trovarsi la sua figura antagonista, un abassa pressione, diventa una figura anomala e lo vediamo ad esempio anche nella carta allegata (per cortesia di Francesco Nucera  3bMeteo, clic per aprirla), che rappresenta in forma percentile l’anomalia del campo di altezza di geopotanziale in quota (500hPa, circa 5.500 metri) così come è prevista per domenica 18 novembre.

Come influiscono queste situazioni sul tempo dell’Italia? 

Se l’alta pressione scandinava inizia a spostare l’aria fredda che li dovrebbe risiedere, si mette in moto una corrente di ritorno fredda destinata a portarsi verso le medie latitudini. Per raggiungere l’Italia quest’aria fredda deve essere ulteriormente accompagnata da una disposizione dell’asse maggiore anticiclonico lungo i paralleli. E’ quello che è accaduto nelle più interessanti e celebri ondate di freddo e gelo avvenute negli inverni storici del passato.

Ed è anche quello che si profila per la terza decade di novembre.

Luca Angelini

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