Anticiclone nord-africano: se lo conosci non lo eviti (ma sai di cosa si parla)

Se il freddo arriva sempre da lontano, il caldo pone la sua culla ben più prossima ai nostri lidi. Ma da cosa nasce questo autentico ciclope del sole e del caldo?.

COME SI ORIGINA, QUALCHE DETTAGLIO FISICO: fisicamente il suo sviluppo avviene per un contributo dinamico (la spinta di una massa d’aria in quota) operato dal ramo ascendente della Corrente a Getto Polare quando la stessa, per bilancio di massa, sprofondi verso latitudini subtropicali, oppure dal ramo ascendente della Corrente a Getto Subtropicale, quando la stessa si elevi in modo anomalo verso nord.

Dal punto di vista termico, queste manovre portano l’aria calda nord-africana a sorvolare i nostri cieli. Ma una colonna d’aria calda è più dilatata rispetto a quella dell’aria fredda e creano così un aumento dello spessore atmosferico a valle dell’asse anticiclonico.

COME SI PRESENTA GUARDANDO IL CIELO: sulle nostre teste l’avvezione di aria molto calda in quota si evidenzia con la formazione di estesi ma poco coerenti banchi nuvolosi medio-alti, in particolare cirri e cirrostrati,che ruotano in senso orario tradendo la curvatura anticiclonica delle correnti portanti. Cieli poco azzurri, velati, ma comunque tempo abbastanza soleggiato, e una cappa di caldo in aumento, sono dunque il sintomo dell’avvento di una fase anticiclonica nord-africana.

LA FASE DI MASSIMA EVOLUZIONE: ma il nostro ciclope evolve: nell’imminenza di passaggio dell’asse, fase di massimo fulgore dell’alta pressione, il fronte dell’aria calda in quota è ormai avanzato e i moti discendenti prevalgono nettamente tanto che i cieli divengono del tutto sgombri da nubi. Questo fenomeno, noto come subsidenza, riesce perfino ad inibire la cumulogenesi pomeridiana sui monti. Ne risulta un’ulteriore accentuazione del caldo per compressione (l’aria scendendo si scalda).

TUTTO HA UN INIZIO E TUTTO HA UNA FINE: quando il nostro anticiclone invecchia e depone il suo asse a levante rispetto alla nostra posizione, ecco che si avvicinano nuove nubi. Il caldo è ancora il protagonista assoluto della scena, ma la subsidenza non è più molto intensa ed ecco che iniziano a svilupparsi i primi canali di aria ascendente.

Ne sono testimonianza banchi nuvolosi a quote medie, in particolare altocumuli che, per il loro sviluppo verticale sono noti come “castellani”. L’evoluzione successiva vede un’intensificazione delle correnti sud-occidentali a curvatura che da anticiclonica diviene ciclonica. In quota si avvicina il core ascendente della Corrente a Getto, che a breve ci troveremo sopra la testa e che crea, per la legge fisica di continuità della massa, un intenso tiraggio verticale.

LA FASE DI DECADENZA: PARTONO I TEMPORALI: ecco che prevalgono i moti ascendenti e possono così liberarsi i pacchetti di instabilità latente rimasti fin d’ora sopiti.

E’ l’ora dei temporali, spesso anche violenti, è l’ora delle grandinante, dei colpi di vento, dei cosiddetti eventi estremi.  L’alta africana se ne va quasi sempre così, sbattendo la porta. Ma dietro di sè lascia parimenti ben pochi rimpianti e tanta voglia di respirare un’aria finalmente più fresca.

Luca Angelini

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