25 October 2020

Artico, dai che ce la fai!

estensiScatto d’orgoglio dei ghiacci artici nel mese di dicembre. Il deficit cronico che attanaglia la banchisa rimane, ma si riduce di “soli”, si fa per dire, 570 mila chilometri quadrati di superficie (dati Università dell’Illinois). Interessante resta comunque il recupero messo insieme dal mese di settembre, con la cucitura di oltre 1 milione e mezzo di chilometri quadrati di ghiaccio sopra l’oceano Artico.

Discreto anche il raffronto con l’andamento degli anni passati: 2006,2007, 2010,2012 e 2013 avevano fatto peggio del 2014 (Fonte The Cryosphere today). E ora, nel bel mezzo dell’inverno, parte anche un importante raffreddamento dovuto al rinforzo della circolazione atmosferica legata al vortice polare.

L’Artico: un oceano che tende comunque a soffrire sempre nel noto processovolume di amplificazione, fatto di botta e risposta tra una copertura glaciale sottile, quindi vulnerabile, e un oceano che lavora da sotto confermando le sue temperature superficiali troppo alte per la media climatica.

A proposito di ghiaccio giovane: interessante notare che il 2014 sta facendo registrare un aumento complessivo dello spessore glaciale (dati Polare Science Center vedi figura sotto), il che sembra viaggiare in fase con l’aumento dell’estensione. Vero stiamo parlando di valori comunque in deficit, tuttavia un viaggio, piccolo o grande che sia, inizia sempre con un primo passo.

Luca Angelini

 

 

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