28 November 2020

AUTUNNO e INVERNO inesistenti: e se ci fosse anche lo zampino di El Niño

L’ultima parola naturalmente spetta ai climatologi, che in questo caso hanno una matassa non da poco da dirimere. Tuttavia, qualche semplice nozione su quello che rappresenta il fenomeno di El Niño, o meglio l’oscillazione accoppiata oceano-atmosfera ENSO (El Niño and Southern Oscillation) sull’andamento meteo-climatico a livello emisferico, può darci qualche interessante suggerimento, anche per il tempo di casa nostra.

In questo video ho sintetizzato i passaggi più importanti. Per chi volesse ulteriormente approfondire l’argomento, può proseguire anche con la lettura dell’articolo qui sotto.

Dunque, come nasce El Niño? In condizioni normali, gli Alisei, ossia i venti semi-permanenti che spirano dai quadranti orientali lungo i Tropici per la differenza di pressione tra il sud America e l’Australia, accumulano acqua calda superficiale sul lato occidentale del Pacifico ma occasionalmente, per motivi legati anche all’interferenza di presenze temporalesche particolarmente intense lungo l’Equatore, questa differenza di pressione diminuisce e gli Alisei si indeboliscono.

anomalia italiaDurante questo decadimento, l’acqua calda accumulata ad ovest, non più trattenuta, si sposta in massa verso est (tecnicamente si parla di Kelvin Wave equatoriale), aumenta lo spessore di rimescolamento delle acque superficiali (il termoclino) e annulla la risalita di acqua fredda al largo dell’Ecuador. La superficie dell’oceano inizia a scaldarsi, nasce il fenomeno di El Niño.

Ma ora, sul lato sud-americano, le acque sono più calde della norma e trasferiscono maggior umidità e calore all’atmosfera sovrastante. Questo surplus di energia causa una dilatazione della fascia climatica tropicale, che finisce per invadere parte della fascia adiacente ove staziona la banda anticiclonica subtropicale. Quest’ultima, a sua volta, si porta più a nord e va a interferire con le correnti occidentali delle medie latitudini che prelevano questi “massimi di pressione” e li trasportano attraverso l’Atlantico in direzione del nord Africa e, talora, anche dell’Europa.

nino34SeaL‘indice NAO che si attesta su valori prevalentemente positivi per lunghi periodi è la spia che questa lunga e complessa catena climatica, dopo 4-5 mesi di viaggio, è arrivata sino a noi.

Nella pratica, la presenza quasi permanete delle alte pressioni subtropicali a ridosso dell’Europa e del Mediterraneo, evento che ha preso forma già a partire dall’estate 2015 (particolarmente calda) e ha proseguito durante l’autunno 2015 (particolarmente secco). Questo ci invita a ritenere che anche l’inverno 2015/16, praticamente assente dal punto di vista climatico su gran parte dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, possa aver subito la remota influenza del fenomeno di El Niño, particolarmente intenso e prolungato e ora, fortunatamente, in fase calante.

Luca Angelini

 

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