1 March 2021

Burian in Italia? L’incredibile equivoco

Bur(i)an: è confusione totale. Qualcuno dice di averlo sentito girovagare per le strade di Roma (mai pensato alla Tramontana?), qualcun altro è stato avvistato a presidiare la dogana di Trieste (ma da qui non entrava la Bora?). Beh, cari lettori, avrete ben capito che, comunque sia, si tratta di un vento; un vento molto freddo. Malgrado la globalizzazione però, il Buran, che nel suo viaggio sugli sterminati altopiani asiatici ha nel frattempo perso la “i” (traduzione dal russo буран che significa tempesta che trascina) è un vento che non oltrepassa i confini europei e pertanto rimane un vento asiatico.

Niente Buran in Italia ok, ma allora che dire dell’altrettanto celebre orso siberiano? Non essendo una nuova specie di mammifero urside, si tratta di una figura anticiclonica termica invernale tipica della Siberia dove si forma l’aria più gelida che possa raggiungere in inverno anche l’Europa. Ah, dunque l’anticiclone russo-siberiano può raggiungere l’Europa, al contrario del Buran. Risposta affermativa, tuttavia se nel passato recente eccettuiamo fugaci apparizioni, vedi inverni 1985, 1996 o 2012, il vero mostro siberiano ormai è quasi sempre assente, rintanato al di là degli Urali e circoscritto alle steppe di confine tra la Siberia, la Mongolia e la Cina.

Dunque la massa d’aria gelida che può giungere dalla Siberia attraversando il Ponte di Weikoff (rara figura di alta pressione che collega l’anticiclone russo-siberiano con quello delle Azzorre) può spingersi anche sull’Europa e sull’Italia, ma il vento che la trasporta non si chiama Buran. Né Buran è la denominazione che può essere data alla massa d’aria trasportata (che infatti tecnicamente è detta “artica o polare continentale”). Come potremo chiamare allora questo vento gelido, qualora si degnasse di far visita alle nostre solatie lande mediterranee? Semplicemente con il nome assegnato dalla nostra rosa dei venti. Se proverrà da est lo chiameremo Levante, se proverrà da nord-est Bora o Grecale, se avrà una componente un po’ più settentrionale, andrà bene anche Tramontana.

Non siete convinti? Beh, allora da domani potrete anche cambiar nome allo Scirocco e chiamarlo “Ghibli” (il vento caldo dell’Africa) o prendere il Foehn e il Garbino e trasformarli nel Sant’Ana (il vento secco della California). Suona strano vero? Chissà perchè…

Luca Angelini