25 September 2018

“Burian” bis… quasi come in politica

Siamo appena usciti da una campagna elettore estenuante, basata come sempre su uno stuolo di promesse: la promessa di un futuro migliore, la promessa di un sogno esaudito, eppure… eppure anche il presente era stato oggetto delle promesse del passato, ma senza gli esiti annunciati e questo molti di noi probabilmente non se lo ricordano. Così accade anche nell’ambito della comunicazione meteorologica, che in comune con le promesse da marinaio ha la visione di un futuro irrealizzabile.

Rispondo con questo editoriale ai molti lettori che mi chiedono da più parti di prendere posizione su quel che leggono su altri siti/giornali/ telegiornali, ovvero sull’eventualità di un “Burian bis”.

Burian bis? In primo luogo mettiamoci bene in testa che Italia e Burian non hanno nulla in comune. L’equivoco è nato da un paper datato 1958 in cui due climatologi del tempo lo avevano citato in uno studio intendendo però non un tipo di vento, ma un tipo di massa d’aria. E tecnicamente questa massa d’aria, successivamente classificata dai vari servizi meteorologici, prende il nome di “artica continentalizzata“. Quindi parlando di Burian si sbaglia tre volte: primo, perchè il vento si chiama “Buran”, secondo perchè il Buran è il nome di un vento asiatico e non europeo (quello europeo è “Bora”), terzo, perchè il nome di un vento non è quello di una massa d’aria.

Detto questo, veniamo alla questione “Burian bis”. Per quanto detto sopra saremo ora consapevoli che partiamo già da un triplice errore di fondo. Ma come se non bastasse, qualcuno che ha un’influenza mediatica notevole (ma a quanto pare inappropriata) ha scritto e divulgato di una ipotetica seconda prossima ondata di gelo mossa dall’evento stratosferico estremo di metà febbraio.

Ora, in considerazione del fatto che gli effetti di questi eventi stratosferici estremi possono avere conseguenze fino a 30-40 giorni dopo l’innesco, quel “qualcuno” ha preso la palla al balzo per infilarci dentro un pezzo di teoria trasformandolo in una fantomatica previsione.

Ovviamente nessuna carta a corta-media e lunga gittata al momento (AL MOMENTO) individua una tale evenienza, mentre un quadro ben più concreto è quello che depone per la prosecuzione di una fase meteorologica instabile e a tratti anche piovosa, ma in un contesto climatico pari o lievemente più mite della norma. Lo possiamo apprezzare dal grafico in figura (click per aprirlo). E questo fino all’inizio della terza decade di marzo, limite massimo di analisi da parte degli strumenti e dei mezzi che la scienza ci mette a disposizione.

Il resto sono frottole, proprio come in politica…

Luca Angelini

“Burian” bis… quasi come in politica