29 November 2020

CALDO a fine mese: arriverà, non arriverà, cosa c'è di vero?

quotaDa giorni girano voci riguardo un ipotetico ritorno di fiamma del caldo africano nell’ultima settimana di agosto. Come avrete notato, su questo sito non abbiamo ancora intrapreso l’argomento, data la bassissima attendibilità degli elementi prognostici a lunga scadenza. Oggi apriamo un “ticket” per iniziare ad inquadrare l’argomento, che poi approfondiremo in dettaglio nei prossimi giorni.

Allora, partiamo dall ‘alta pressione scandinava, che prosegue nella sua azione di blocco delle correnti perturbate atlantiche, solo in parte deviate verso l’Europa mediterranea. Questa struttura nei prossimi giorni verrà alimentata per via dinamica ad alta quota da una nuova pulsazione in uscita dalla depressione nord-atlantica. I massimi di vento in quota, supereranno l’asse della saccatura nella giornata di domenica, generando in primis un disturbo secondario che raggiungerà le nostre regioni settentrionali, poi risalirà verso il mar di Norvegia per rinforzare l’alta scandinava.

Ma nel frattempo la circolazione polare tenderà a scendere di latitudine, comprimendo questo anticiclone fino ad ovalizzarlo, così da rendere i flussi parzialmente retrogradi all’altezza del Mare del Nord verso l’Islanda. La pressione esercitata da questi flussi retrogradi sul diaframma depressionario nord-atlantico, favorirà a metà della prossima settimana (mercoledì 26-giovedì 27) la rapida rotazione antioraria di quest’ultimo, con discesa dell’asse fin quasi alle Canarie.

E fin qui possiamo dire di avere un riscontro sinottico di sufficiente attendibilità, ma dopo? Tutto sfuma nel campo delle ipotesi.

Chiaramente la discesa di aria fresca sul comparto subtropicale, potrebbe generare una risposta uguale e contraria dal nord Africa verso il Mediterraneo centrale intorno a fine mese, pur se l’obiettivo principale potrebbe essere la regione balcanica.

Come vedete i campi di evoluzione sono ancora aperti, le probabilità di realizzazione tutt’altro che scontate, le dinamiche tutt’altro che definite. Attendiamo quindi gli sviluppi proposti dalla modellistica numerica dalla quale, al momento, parrebbe possibile l’inserimento sull’Italia di aria piuttosto calda tra il 28-29 e i primissimi giorni di settembre, tale da comportare per una manciata di giorni un rialzo delle temperature qualche grado al di sopra della media stagionale. Ovviamente, se tutto andasse come descritto, rimarrebbe da valutare l’esatta collocazione di questa lingua calda, nonchè la sua magnitudo, che non necessariamente deve associarsi alle fastidiose condizioni di onda di calore, tanto meno esasperate come quelle occorse lo scorso mese di luglio.

Per ora fermiamoci qui e attendiamo i nuovi sviluppi. Vi aspettiamo ai prossimi aggiornamenti.

Luca Angelini

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