22 October 2020

Caldo anomalo al Polo, tonfo dei ghiacci artici nel cuore dell’estate

Questa proprio non ci voleva. L’aria relativamente fresca che ha caratterizzato finora l’andamento della stagione estiva alle medie latitudini dell’Europa, allontanando (per il momento) lo spauracchio della canicola africana anche sull’Italia, ha un costo e questo prezzo, decisamente salato, lo stanno pagando le latitudini polari.

Dopo settimane trascorse con temperature nettamente al di sopra delle medie, con scarti anche impressionanti sull’area siberiana orientale, la banchisa artica si trova in pessime condizioni. Attualmente le strumentazioni rilevano l’estensione minima mai registrata, persino peggio delle disastrose estati del 2007 e del 2012: 7.0 milioni di chilometri quadrati, contro una media (1979-2019) che nella terza decade di luglio dovrebbe toccare i 9,3 milioni di chilometri quadrati.

L’aria insolitamente calda che a più riprese ha investito l’area artica si è originata in seno ad un anomalo anticiclone di blocco esteso sulle vaste zone continentali euro-asiatiche, a loro volta più calde del normale. Il venir meno dell’effetto albedo, dovuto alla rapida e precoce fusione della copertura nevosa continentale invernale, ha accelerato un processo a cascata che sta costringendo gli iceberg ad una rapida fusione. Attualmente il famoso passaggio a nord-est lungo la costa russa risulta aperto.

Ulteriori dati e informazioni sulla pagina dedicata ai ghiacci polari, anche su mobile.

Luca Angelini

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