20 September 2020

Caldo, secco e piromani, l’Abruzzo e la Sardegna divorate dagli incendi

Sono ormai almeno cinque giorni che diversi incendi dolosi stanno consumando il prezioso manto boschivo delle montagne abruzzesi. Il gran caldo e l’arsura hanno favorito il dilagare dei roghi che tengono impegnati diverse unità della Protezione Civile e dell’Esercito: sette canadair e 3 elicotteri, più 60 volontari della Protezione Civile, 75 vigili del fuoco, 30 militari del 9°Reggimento Alpini.

Particolarmente colpito l’Aquilano, dove il fronte dei fuoco ha talora messo a rischio anche alcune frazioni, come Pettino, Arischia e Cansatessa. Quasi 1.000 ettari di vegetazione sono già andati in fumo. La Coldiretti ha stimato in circa 15 anni il tempo necessario alla rigenerazione del patrimonio boschivo carbonizzato. La giunta comunale de l’Aquila, convocata domenica in via straordinaria, ha deliberato di chiedere lo stato di emergenza nazionale. 

Situazione critica anche in Sardegna dove i focolai, sempre di origine dolosa, stanno devastando soprattutto le aree intorno al comune di Bonorva nel Sassarese. Le fiamme sono alimentate anche dal vento di Maestrale che, tra l’altro, nelle prossime ore è previsto rinforzare. Sul posto sono intervenuto 3 canadair e diversi elicotteri provenienti da diverse basi del Corpo Forestale dello Stato. Al momento la superficie andata in fumo ammonta a circa 2.000 ettari.

Report Luca Angelini

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