21 September 2020

Caldo, secco, vento e piromani, disastro incendi in California

Ancora una volta la California torna alla ribalta, non per il gossip legato ai divi di Hollywood, bensì per il problema ben più grave degli incendi. Vittime, interi villaggi devastati, atmosfera da girone dantesco e aria irrespirabile anche nelle megalopoli come Los Angeles e San Francisco. Da molti giorni lungo la costa ovest degli States è ormai emergenza conclamata, tanto che si è attivato – non senza il solito stuolo di polemiche – anche lo stesso Presidente Trump.

Ma perchè succede tutto questo? Come nascono questi incendi?

COME NASCE UN INCENDIO: in primo luogo dobbiamo sapere che un incendio per manifestarsi, ha bisogno di tre elementi imprescindibili per attivarsi: 1) il combustibile (il legname dei boschi inariditi dalla siccità ad esempio), 2) Il comburente (l’ossigeno dell’aria). 3) Un innesco (una scintilla, un focolaio acceso sia intenzionalmente che in modo accidentale). Non esiste dunque alcuna autocombustione.

IL SANT’ANA: abbiamo parlato di boschi inariditi: e questo sta avvenendo in quelle zone per via dei venti di Sant’Ana, ricorrenti in questo periodo dell’anno, una sorta di contro-monsone secco invernale che scende dalla Sierra Nevada proveniente da nord-est correndo verso la fascia costiera. Con un meccanismo analogo al nostro Foehn l’aria che scende alle montagne si comprime, si asciuga ulteriormente e si scalda inaridendo appunto la vegetazione, agevolando allo stesso tempo anche la propagazione delle fiamme.

L’INNESCO: varie sono inoltre le cause d’innesco, alcune accidentali (la caduta di un traliccio elettrico per il vento forte), molte altre di natura umana, prevalentemente dolosa. Va oltretutto considerato che negli ultimi decenni la concentrazione di nuove abitazioni nei pressi di boschi e foreste è aumentata, con inevitabili conseguenze nell’aumento dei rischi.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO: dalle statistiche però sta emergendo un dato veramente preoccupante: nove dei dieci incendi più grandi dal 1932, anno in cui si è iniziato a tenere registri affidabili, si sono sviluppati negli ultimi 18 anni. Di questi, 5 si sono verificati dal 2010 e due solo quest’anno. E questo ci fa ricadere al punto 1 del capoverso precedente: la siccità sempre più frequente e prolungata. Qui il principale indiziato è il cambiamento climatico in atto, che ha modificato l’andamento delle correnti diminuendo drasticamente il regime delle piogge in favore di periodi secchi sempre più lunghi e frequenti.

Il resto purtroppo lo sappiamo e fa parte della cronaca nera di questi ultimi giorni.

Luca Angelini

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