CLIMA: stiamo andando nella direzione sbagliata

Non lo diciamo noi di www.meteobook.it, che per altro possiamo in prima battuta confermare avendo i dati ufficiali sotto mano, ma lo ha affermato l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) nell’ultimo Rapporto contenente i risultati dei più recenti studi a riguardo. Lo stato attuale evidenzia chiaramente l’enorme divario che sussiste tra promesse e realtà. Il rapporto, United in Science, mostra che le concentrazioni di gas serra continuano a salire a livelli record. I tassi di emissione dovuti all’utilizzo dei combustibili fossili sono ora al di sopra dei livelli pre-pandemia dopo un calo temporaneo dovuto ai blocchi (per altro brevissimo e dunque ininfluente). 

Man mano che il tempo passa gli impegni da assumere per tenere il cambiamento climatico sotto controllo diventano sempre più gravosi. La riduzione delle emissioni per il 2030 deve essere sette volte superiore all’andamento attuale per essere in linea con l’obiettivo di 1,5 °C fissato dall’Accordo di Parigi. Gli ultimi sette anni sono stati i più caldi mai registrati. C’è una probabilità del 48% che, durante almeno un anno nei prossimi 5 anni, la temperatura media annuale sarà temporaneamente di 1,5°C superiore alla media 1850-1900. Con l’aumento del riscaldamento globale, non si possono escludere “punti di svolta” ignoti nel sistema climatico.

“La scienza del clima è sempre più in grado di dimostrare che molti degli eventi meteorologici estremi che stiamo vivendo sono diventati più probabili e più intensi a causa del cambiamento climatico indotto dall’uomo, quindi più rapido dei cicli naturali. Lo abbiamo visto ripetutamente anche quest’anno, talora con tragici effetti. È più importante che mai intensificare l’azione sui sistemi di allerta precoce per costruire la resilienza ai rischi climatici attuali e futuri nelle comunità vulnerabili. Questo è il motivo per cui la WMO sta guidando un’iniziativa volta a garantire l’allarme rapido per tutti nei prossimi cinque anni”. Lo ha affermato il segretario generale, prof. Petteri Taalas.

I dati provenienti da tutte le località del mondo, compresi gli osservatori di punta di Mauna Loa (Hawaii, USA) e Cape Grim (Tasmania, Australia), indicano che i livelli di CO 2 hanno continuato ad aumentare nel 2021 e nel 2022. Nel maggio 2022, la concentrazione di CO 2 a Mauna Loa ha raggiunto 420,99 parti per milione ppm (419,13 ppm nel 2021) e Cape Grim 413,37 ppm (411,25 ppm nel maggio 2021). Anche la nostra stazione di rilevamento al Monte Cimone (Appennino Tosco-emiliano, non è da meno e ha fatto registrare ad agosto il picco record di 415,28 ppm.

Fonte: WMOUnited in Science

Report Luca Angelini