17 January 2021

Come si usano i modelli meteorologici? Ecco quello che devi o non devi fare

Sembra un giochetto da ragazzi: apri la pagina di Wetterzentrale, vai sul tuo modello di riferimento, ti guardi i colori dell’ultima corsa operativa uscita e con questa pretendi di formulare una previsione fino a due, tre, quattro settimane. Ma l’indagine meteorologica non è un esercizio di pregrafismo infantile, bensì un procedimento ben preciso che presuppone la conoscenza approfondita dei processi fisici che determinano la continua trasformazione dell’atmosfera su un piano tridimensionale. Senza quella, anche seguendo quanto sotto descritto, vi sarà difficile interpretare correttamente quello che effettivamente descrivono i nostri modelli.

Prima regola: i modelli non vanno semplicemente guardati, vanno “interpretati”. Per ogni scadenza temporale vanno obbligatoriamente utilizzati i prodotti appropriati. Esempio: è sbagliato usare un modello a scala locale (LAM) per formulare una previsione a dieci giorni. Allo stesso modo è inutile perdersi in una analisi a spaghetti a scala emisferica per sapere se tra due ore su Roma pioverà. E’ sbagliato anche consultare ad ogni run la sola corsa operativa senza confrontarla con quelle parallele calcolate dallo stesso modello. E si potrebbe continuare per ore…

Dopo aver fatto qualche esempio di quello che NON si deve fare, vi indichiamo ora la sequenza in cui devono invece essere indagati i prodotti numerici messi a disposizione dai Centri di Calcolo se si intende utilizzarli ai fini previsionali. La procedura che vi consigliamo (una semplificazione di quella seguita dai professionisti) può subire qualche variazione in base alla complessità delle situazioni meteorologiche, ma mediamente può essere condotta come segue.

  • 1Previsione immediata (nowcasting) e a brevissima scadenza (max 24 ore). Vanno esaminate e confrontate almeno le ultime due corse operative della giornata del nostro modello a scala globale di riferimento, al fine di tracciare una appropriata analisi sinottica su dominio continentale (per noi il comparto euro-atlantico e mediterraneo). Il procedimento va ripetuto sia al livello del mare che alle varie quote. Va esaminata l’ultima corsa operativa del modello a scala locale che rappresenta il nostro dominio di previsione (ad esempio l’Italia), controllando i principali dati fisici sia al livello del mare che alle varie quote. Vanno esaminati i radiosondaggi delle aree di nostro interesse e, se necessario, anche le sezioni verticali e i meteogrammi integrando le informazioni con le osservazioni in tempo reale. A supporto vanno tenuti sotto osservazione i dati e le immagini provenienti, sempre in tempo reale, dai satelliti meteorologici (nelle varie bande di assorbimento) e, nel caso di precipitazioni, dai radar.
  • 2 Previsione a breve scadenza (max 72 ore 1-3 giorni). Va fatto tutto quello detto sopra e, in più, vanno anche controllate le corse parallele e le rispettive medie d’ensemble, sia dei prodotti a scala globale che di quelli a scala locale (se disponibili).
  • 3Previsione a breve/media scadenza (max 120 ore – 3-5 giorni). Si abbandonano i modelli a scala locale e si esaminano esclusivamente i prodotti a scala globale, avendo l’accortezza di non limitarsi alla sola corsa operativa ma di individuare gli scenari più probabili tramite le varie tecniche probabilistiche disponibili, sia su carta che su grafico. Si deve estendere questa analisi a tutta la circolazione emisferica (non più alla sola Europa).
  • 4Tendenza a medio termine (max 168 ore – 5-7 giorni). Come vedete non si parla più di previsione ma di tendenza. Si abbandonano quindi tutti i prodotti deterministici (le singole corse operative) e si adopera esclusivamente la varia gamma di prodotti probabilistici a grande scala, avendo l’accortezza di individuare gli scenari più probabili e di accertarsi il relativo grado di affidabilità a scala emisferica (esempio: media d’ensemble, deviazione standard, indici di affidabilità, stamp, clustering, EFI ecc).

Oltre questo termine comunque l’instabilità matematica dei calcoli diventa tale da rendere praticamente inutilizzabili tutti i prodotti numerici basati sulle leggi della fisica. Per scadenze superiori sono allo studio metodi statistici che forniscono possibili linee di tendenza a scala globale in base alle correlazioni tra eventi del passato (teleconnessioni). Non hanno alcuna valenza operativa e devono pertanto essere utilizzati al solo scopo di studio e di ricerca (quindi dovrebbero essere prerogativa degli addetti ai lavori). Lo stesso vale per i prodotti relativi alla circolazione stratosferica che però possono essere esaminati dagli esperti anche a scadenze superiori (fino a due settimane) grazie alla maggior stabilità a queste quote.

Bene cari appassionati, non vi rimane che seguire il procedimento sopra descritto dal punto n.1 al punto n.4, senza tralasciare nulla. Otterrete nel tempo una buona dimestichezza nell’interpretazione dei prodotti numerici di previsione, utilissima per garantirsi risultati personali soddisfacenti. Soprattutto vi costruirete nel tempo una buona base di esperienza e la farete finita con le illusioni, le disillusioni, gli sbalzi d’umore di forum, social e anche con le previsioni farlocche degli immancabili cialtroni di turno.

Luca Angelini