26 September 2018

Confermato: la circolazione atlantica ha toccato i minimi storici

Il sistema di circolazione delle acque oceaniche nell’Atlantico, un elemento cruciale nella regolazione del clima del nostro Pianeta, si è indebolito di circa il 15-20 per cento rispetto al 1850, e attualmente si trova ai livelli minimi degli ultimi 1600 anni. Se la tendenza continuerà, le condizioni meteo-climatiche di un’ampia regione – che comprende l’Europa, il Nord Africa e la fascia del Sahel da un lato dell’oceano, e la costa settentrionale degli Stati Uniti dall’altro – subiranno significativi mutamenti.

E’ questa la conclusione a cui sono giunti due distinte ricerche – pubblicate entrambe su “Nature” – condotte la prima da ricercatori dell’University College di Londra e della Woods Hole Oceanographic Institution, negli Stati Uniti, e la seconda da scienziati del Potsdam Institut per la ricerca sul clima, in Germania, e della Princeton University.

Il sistema di circolazione delle acque oceaniche, detto anche circolazione termoalina, ha un ruolo fondamentale sul clima globale: in particolare il suo ramo atlantico, che ne è uno dei principali motori. Le correnti spingono infatti l’acqua calda e salata della Corrente del Golfo verso l’Atlantico settentrionale, dove rilascia calore all’atmosfera e riscalda l’Europa nord-occidentale. L’acqua più fredda poi scende a grandi profondità e viaggia a ritroso per tornare infine ad alimentare la Corrente del Golfo.

Nel primo studio David Thornalley e colleghi hanno ricostruito l’evoluzione storica di queste correnti atlantiche sulla base di paleo-oceanografici, ottenuti per lo più con carotaggi dei sedimenti, e sono arrivati alla conclusione che le correnti atlantiche hanno iniziato a indebolirsi rispetto alle epoche precedenti a partire dalla fine della cosiddetta “piccola era glaciale

Nel secondo studio, basato principalmente sulla ricostruzione delle temperature della superficie del mare in epoche storiche su modelli climatici, Levke Ceasar e colleghi hanno concluso che questo indebolimento sarebbe in gran parte avvenuto a partire dal 1950, in correlazione diretta con l’aumento dei livelli di anidride carbonica in atmosfera.

Come osserva in una nota di commento agli articoli Summer K. Praetorius, dello US Geological Survey a Menlo Park, “è rassicurante, almeno dal punto di vista scientifico, che i due studi convergano sulla conclusione che il sistema di circolazione globale è in uno stato di relativa debolezza”, nonostante la diversa ricostruzione della tempistica del fenomeno, dovuta a limiti presenti in entrambe le metodologie adottate.

Tuttavia, conclude Praetorius , nel contesto dei futuri scenari di cambiamento climatico, mentre lo studio di Thornalley concede ampio spazio alle fluttuazioni climatiche naturali, lo scenario prospettato da Ceasar e colleghi è meno rassicurante, perché lascia intravedere la possibilità di notevoli cambiamenti nel clima e nei modelli delle precipitazioni in tutto l’emisfero settentrionale.

Report Luca Angelini

Confermato: la circolazione atlantica ha toccato i minimi storici