8 April 2020

Coronavirus vs inquinamento, chiodo scaccia chiodo ma…

Questa situazione di grave emergenza sanitaria ci offre lo spunto per una importante riflessione. Dalle rilevazioni delle centraline ambientali sparse sul territorio, si è notato che i provvedimenti di blocco delle attività, decretato dal Governo per cercare di arginare la pandemia del famigerato Coronavirus, ha favorito una sensibile ripulita dell’aria.

L’onda lunga di questo assetto ambientale in miglioramento sta assumendo caratteristiche globali; era partito giorni fa dalla Cina (dove adesso gli inquinanti però stanno risalendo) e si è ora presentato in Europa. Come potete vedere dalla cartina allegata (qui la pagina di riferimento per l’Italia) la qualità dell’aria sul nostro Paese è decisamente migliorata rispetto alla situazione che normalmente si registra. Persino sull’area padana, dopo l’abbattimento degli inquinanti da parte del vento dei giorni scorsi, lo smog stenta a risalire e rende l’aria più che accettabile.

I benefici però non si fermano qui; uscendo dal tema inquinamento e passando a quello dei gas climalteranti, si nota persino un incipiente diminuzione delle concentrazioni di CO2, sia a livello locale, che a scala globale. Lo schema qui sotto mette in evidenza la situazione rilevata all’Osservatorio del nostro Monte Cimone, dove in soli 4 giorni si è scesi di 6 ppm, un beneficio non indifferente anche per l’atmosfera.

Dunque la nostra RIFLESSIONE: quando si vuole, si può fare qualcosa. Grande (giustamente) è il clamore suscitato dall’attuale emergenza, soprattutto per il sovraccarico del personale e delle strutture sanitarie, a fronte però di un numero di decessi “una tantum” in proporzione relativamente contenuto. Grande dovrebbe essere però, a questo punto, anche la consapevolezza dei ben più numerosi ricoveri e decessi dovuti normalmente all’esposizione agli inquinanti (ben 85 mila all’anno in Italia seppur dilazionati nei mesi). Quindi, se dal Covid-19, prendendo le opportune precauzioni, possiamo difenderci, possiamo starne fuori, tanto che presto sarà tutto un ricordo, ce la potremmo fare anche con il contenimento delle emissioni inquinanti e climalteranti. E invece no; temo purtroppo che, una volta terminata questa emergenza una tantum, ricominceremo, nostro malgrado, a inquinare vita natural durante e a morire dieci volte tanto, ma sempre nel più rigoroso, remissivo e assordante silenzio.

Luca Angelini

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