3 April 2020

Cosa si intende per “ciclogenesi esplosiva” in meteorologia?

Già a parlare di “esplosivo” pare strano in ambito meteorologico, tuttavia la definizione di questo soggetto atmosferico spazia tecnicamente attraverso diverse terminologie figurate tra le quali anche “bomba meteorologica” o “sviluppo esplosivo” ( paper di Sanders & Gyakum nel 1980), che fa intendere una struttura ciclonica in rapido approfondimento. Eccoci allora alla terminologia che, a detta del sottoscritto, appare più appropriata: “ciclogenesi rapida” (rapid cyclogenesis, Hoskins et al, vari anni).

Per definizione una rapida ciclogenesi consiste in una struttura ciclonica che al suo interno riceve una caduta della pressione atmosferica di 24 hPa in 24 ore, ovvero 1hPa di discesa all’ora. Considerando il fatto che, scendendo di latitudine, la nostra ciclogenesi aumenta la sua vorticità interna (relativa) perchè diminuisce quella planetaria (legge della conservazione della vorticità assoluta), una rapida ciclogenesi in ingresso sul Mediterraneo può aversi anche con un calo di pressione al suolo leggermente inferiore ai canonici 24hPa in 24 ore, rientrando nella definizione anche per cali di 16-18hPa in 24 ore.

Le ciclogenesi esplosive si attuano soprattutto sul mare tuttavia, dal punto di vista statistico, si è notato che nell’emisfero nord mediamente si verificano circa 45 casi di ciclogenesi esplosiva all’anno, mentre nell’emisfero sud ci si ferma a circa 26. Questo ci induce a ritenere determinante l’azione di disturbo operata dal transito delle correnti portanti attraverso mari e continenti, un’azione di disturbo che facilita lo scontro tra masse d’aria diverse (meccanismo tecnicamente noto come “instabilità baroclina”).

Come esempio di questo processo possiamo considerare la tempesta che si è abbattuta sul Regno Unito tra mercoledì 22 e giovedì 23 febbraio 2017, proprio a causa di una rapida ciclogenesi, ben descritta dai modelli di simulazione. Le figure allegate (click per aprirle) ci mostrano la caduta della pressione avvenuta al livello del mare di 24hPa in 24 ore proprio durante il passaggio del vortice sulle Isole Britanniche.

Luca Angelini

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