28 October 2020

Cosa sono e cosa portano i TEMPORALI prefrontali?

I più attenti e gli appassionati di meteorologia avranno certamente notato che durante l’estate, o comunque nel corso della stagione calda che ormai abbraccia non solo l’estate, le perturbazioni che viaggiano dall’Atlantico verso il continente europeo sono di un tipo particolare, il fronte freddo. Nulla di strano, infatti nella stagione estiva è l’aria calda a dominare la scena, mentre quella fredda riesce a raggiungerci solo se “stimolata” da un fronte, una perturbazione in partenza dalle alte latitudini.

Ecco allora che se questa perturbazione si mette in moto, agirà con la sua sequela di fenomeni, prevalentemente temporaleschi, anche se di breve durata e con rapido ricambio d’aria a partire dalle quote superiori. In pratica avverrà un sollevamento forzato dell’aria calda da parte di quella fredda e pertanto nasceranno nubi e fenomeni temporaleschi di tipo frontale, chiamati così perchè appunto associati al fronte.

A precedere questi temporali però, anche a distanza di diverse centinaia di chilometri dal fronte, solitamente si sviluppano altri temporali, molto più intensi, diffusi e talora anche persistenti, accompagnati da potenti rovesci di pioggia, grandinate e, in casi estremi, addirittura da situazioni alluvionali lampo. In altre parole prima della perturbazione arriveranno i temporali super, i temporali prefrontali, mentre con la perturbazione ci dovremo aspettare fenomeni più blandi e a rapida risoluzione (a meno di complicazioni come eventuali ciclogenesi, ossia formazione di minimi di bassa pressione secondari). Come mai?

La risposta sta tutta in un processo invisibile attivato proprio dalla nostra perturbazione e noto con il nome di “onde di gravità“.

In buona sostanza lungo la linea di perturbazione, i temporali frontali generano nella loro progressione un vistoso sollevamento di aria calda e un contemporaneo rovesciamento di aria fredda, un processo continuo che sposta enormi porzioni d’aria dall’alto al basso e viceversa, le quali si propagano davanti e dietro la linea frontale generando autentiche onde invisibili fatte di aria, onde di pressione e di densità. Possiamo comprendere meglio questo fenomeno se immaginiamo di scuotere un tappeto davanti a noi.

satellite prefrontaliEbbene, le onde che si propagano davanti al  (tappeto….) al fronte, vanno ad investire l’aria calda che vi staziona o che vi scorre dinnanzi (settore caldo), costringendola a sollevarsi in blocco. Nascono così i temporali prefrontali, i più violenti ed intensi in assoluto, proprio perchè ben alimentati da consistenti quantitativi di calore sensibile (aria calda) e latente (aria umida). Questi temporali, oltre a generare i fenomeni che vi ho descritto, andranno ad abbattere l’energia disponibile alla convezione lungo la colonna atmosferica, così che la perturbazione in arrivo ne troverà a disposizione solo una piccola parte e per questo potrà generare temporali complessivamente più deboli e sbrigativi. I temporali frontali infatti si distingueranno più per la presenza di colpi di vento e di locali grandinate, che per l’abbondanza e l’intensità dei fenomeni.

Dietro al fronte poi il meccanismo generato dalle onde di gravità andrà ugualmente ad investire la massa d’aria che segue la perturbazione, la quale aria però, essendo più fredda e secca, potrà solo innescare nuvolosità cumuliforme con scarsi fenomeni, al più brevi acquazzoni o locali temporali detti post-frontali.

E’ dunque davanti alla perturbazione che dovremo aspettarci i temporali più potenti, la cui intensità sarà direttamente proporzionale all’umidità presente nei bassi strati quindi, dopo un lungo periodo di caldo afoso, l’annuncio di una perturbazione avverrà sempre con un pericoloso antipasto temporalesco, il temporale prefrontale.

Luca Angelini

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