Crolla un seracco: strage in Marmolada, i possibili motivi

I nostri ghiacciai, come sappiamo, versano attualmente in condizioni disastrose. Quelli della Marmolada, la più alta vetta delle Dolomiti, non fanno eccezione, essendo sottoposti alle pressioni indotte dalla rapidità con la quale sta cambiando il clima. La tragedia consumatasi domenica 3 luglio, che ha visto, in una calda mattinata estiva, morire numerosi alpinisti, rende drammaticamente attuale questa situazione. Ma perché crollano i seracchi? E ‘ possibile prevedere la caduta delle valanghe di ghiaccio?

I seracchi anzitutto sono da immaginare come le rapide di un fiume ghiacciato. Proprio in quanto “rapide” queste cascate di ghiaccio si spostano più rapidamente della restante superficie del ghiacciaio e scendono sotto la forza di gravità a causa del proprio peso. E’ dunque normale che esistano questi crolli, che possono avvenire in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi mese dell’anno. E’ anche vero però che questo processo accelera durante l’estate, perché il caldo aumenta notevolmente le tensioni nel ghiaccio. Questo avviene tanto più frequentemente quanto più ci si trovi per lunghi periodi con temperature in quota eccessivamente elevate.

E’ proprio quello che sta succedendo in questo periodo. Le perduranti condizioni di alta temperatura hanno permesso all’acqua di fusione di percolare nelle spaccature del ghiacciaio fino in profondità, sullo zoccolo roccioso lubrificando la superficie di scorrimento. Da qui l’accelerazione dei processi di crollo e quindi la maggior probabilità di venire investiti qualora ci si trovi nelle immediate vicinanze. Valanghe di ghiaccio dunque: come evitarle? Sarà certamente buona norma che escursionisti e alpinisti evitino il più possibile di transitare sotto le muraglie di ghiaccio incombenti e, nel caso, preferire le ore più fredde (prima dell’alba) liberando l’area a rischio il più velocemente possibile.

Luca Angelini