16 April 2021

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Dal Foehn agli acquazzoni, ecco cosa porta il “rientro da est” in val Padana

Sembra un tempo pazzo; in realtà sono le Alpi a fare la differenza. Quando un fronte di aria fredda proveniente da nord si trova a dover superare l’arco delle Alpi, va ad accumulare aria lungo i versanti esteri. In questo modo si crea una alta pressione orografica al di là dei confini e una sorta di “vuoto” sul catino padano, una bassa pressione relativa.

Superato un certo limite, quel vuoto, inizierà a richiamare aria risucchiandola di colpo dalle creste alpine; è il Foehn. Ora però lo stesso fronte freddo, procedendo verso sud, si troverà ad aggirare lo spigolo delle Alpi orientali riversandosi sull’Adriatico settentrionale, dove quindi ritroveremo l’alta pressione orografica vista prima.

Dunque l’aria non verrà più richiamata da nord (Foehn) ma da est (Bora e Levante). Il fenomeno è noto come “rientro da est“.

Il cambiamento fisico della massa d’aria, non più compressa e filtrata, ma diretta, comporterà un improvviso cambiamento del tempo sul tutta la val Padana: da condizioni secche e relativamente poco fredde, si passerà a tempo instabile, talvolta anche turbolento, con annuvolamenti, rovesci e con sensibile calo delle temperature. A volte, lungo il mini fronte freddo ben visibile anche dalla figura, si possono generare temporali, i classici fenomeni che, proprio per il contrasto tra l’aria secca favonica e quella più umida da est, sono chiamati “Dry line“, ovvero temporali da linea secca.

Nell’immagine proposta in figura lo schema del processo.

Luca Angelini