27 October 2021

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Dalla NEVE al GELO: i miracoli dell’albedo

La neve che ricopre vaste zone di pianura, il manto consistente in alcuni centimetri di soffice spessore che isola il mondo circostante dai rumori e dalla quotidianità Poi arriva lei, la notte stellata ed ecco che la neve deposta al suolo diventa una vera e propria macchina di freddo. Ma qual’è la causa? Perchè dopo una abbondante ed estesa nevicata le temperature diurne stentano ad alzarsi al di sopra dello zero, salvo precipitare anche diversi gradi al di sotto nelle notti stellate?

Vi propongo questa magistrale spiegazione fisica da parte di Lorenzo Catania, Fisico dell’Atmosfera e Meteorologo, che ho il piacere di conoscere e che ha il suo punto di forza nella semplicità di esposizione che va di pari passo con l’importanza dei contenuti. Per la versione integrale vi rimando alla fonte dell’articolo, il sito amico Meteonetwork. Buona lettura.

Luca Angelini

“L’Effetto Albedo  è il risultato del fatto che la neve ha un colore bianco e che quindi riflette completamente (o quasi) la radiazione elettromagnetica – ossia la luce – che gli arriva addosso. Già da questo, si capisce che di notte non può avere un ruolo, perché di luce non ce n’è.

E’ invece molto importante in presenza della luce solare, perché con un manto nevoso uniforme a coprire il terreno comporta la riflessione di tutta l’energia del sole verso l’alto, e quindi se l’aria è asciutta anche la sua dispersione. Ciò fa sì che le temperature durante il giorno rimangano molto basse, talora anche al di sotto dello zero nelle nostre pianure.

satQuello che fa calare invece così tanto le temperature notturne è il fatto che con un manto nevoso esteso e spesso il terreno viene completamente isolato dall’atmosfera; quindi ciò che durante la notte perde calore verso lo spazio raffreddando l’aria non è più il terreno, ma direttamente il manto nevoso. E allora la perdita di calore rispetto al terreno nudo è molto più veloce, perché al normale irraggiamento si somma anche un altro fenomeno fisico: la sottrazione di calore latente (in grosse quantità) all’atmosfera a causa della veloce e consistente sublimazione dei cristalli di neve e ghiaccio nell’aria secca.

Il calore latente è energia che viene liberata o “imprigionata” da un materiale (nel nostro caso l’acqua) quando subisce un cambiamento di fase da solido a liquido, da solido a gas, o da liquido a gas, e viceversa. Nello specifico quando l’acqua passa dallo stato solido a quello di vapore viene imprigionata una gran quantità di calore; quanto basta per far scendere in maniera consistente la temperatura dell’aria.

Entrambi gli effetti – Effetto Albedo e sottrazione di calore latente – perdono invece importanza quando l’aria è umida o il cielo è nuvoloso; e allora in questi casi il calo della temperatura associato è molto meno marcato.

Lorenzo Catania

adattamento Luca Angelini

 

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