22 October 2018

Deserto del SAHARA: più 10 per cento dal 1920

Il deserto del Sahara è cresciuto del 10% circa dal 1920.

E’ quanto emerge da un nuovo studio condotto dagli scienziati dell’Università del Maryland. La ricerca è stata la prima a valutare i cambiamenti dei confini della distesa arida a scala secolare e suggerisce che anche altri deserti della Terra potrebbero analogamente espandersi. Lo studio è stato pubblicato online il 29 marzo 2018, nel Journal of Climate.

Secondo Sumant Nigam, professore di scienze atmosferiche e oceaniche presso l’UMD e autore principale dello studio, la causa di questa espansione è ascrivibile al cambiamento climatico in atto e dovuta in parte a causa naturali cicliche e in parte per cause derivanti dalle attività umane. In particolare sembrerebbe che l’oscillazione multidecennale atlantica AMO stia assumendo un ruolo determinante nell’espansione dei confini delle sabbie sahariane.

Nella fattispecie le fasi calde dell’AMO sono collegate all’aumento delle precipitazioni nel Sahel, mentre è vero il contrario per la fase fredda. Ad esempio, la notevole siccità sofferta nel Sahel dagli anni ’50 agli anni ’80 è stata attribuita a una di queste fasi fredde. Attualmente l’indice AMO è in fase di discesa verso valori di oscillazione negativi (acque atlantiche più fredde).

Come tutti i deserti, i confini meridionali del Sahara fluttuano ciclicamente con le stagioni, espandendosi durante i periodi secchi (inverno) e contraendosi durante quelli umidi (estate), tuttavia lungo il bordo meridionale queste fluttuazioni sono state più vistose. In particolare è stata rilevata l’espansione del bordo meridionale del Sahara al confine con il Sahel, la zona di transizione semi-arida che si trova tra il Sahara e le savane fertili più a sud. Il Sahara si espande mentre il Sahel si ritira, sconvolgendo i fragili ecosistemi delle praterie e le società umane della regione.

Il Lago Chad, che si trova al centro di questa zona di transizione climatologicamente in conflitto, funge da mitigatore per il cambiamento delle condizioni nel Sahel e sta pian piano prosciugandosi a causa della diminuzione progressiva delle precipitazioni estive. E’ stato infatti rilevato che nel comparto sahariano meridionale, a fronte di stagioni invernali pressochè invariate rispetto ai decenni scorsi, le stagioni estive (che dovrebbero essere più piovose) hanno fatto da differenza risultando sempre più calde e aride.

Fonte University of Maryland. Qui potete trovare lo studio completo in forma integrale (in lingua inglese).

Report Luca Angelini

Deserto del SAHARA: più 10 per cento dal 1920