22 October 2018

Didattica di una METEO spettacolare e poco conosciuta

Questa NON è una previsione.

Ecco, alcuni di voi a questo punto passeranno ad altri articoli o ad altri siti, magari dove si parla di gelo e neve (il più delle volte a sproposito), mentre qui proseguiremo con il descrivervi una manovra silenziosa ma colossale che si compirà prima di metà di febbraio nella stratosfera polare, senza la pretesa di trarre conclusioni.

Ebbene dovete sapere che lassù, nella stratosfera polare, ruota normalmente durante l’inverno una figura ciclonica colma di aria freddissima, una figura chiusa dall’andamento delle correnti occidentali che scorrono come una cintura antioraria attorno al globo. Il suo nome è Vortice Polare Stratosferico.

Dunque cosa accadrà nei prossimi giorni?

Una manovra semplicemente da manuale: questo vortice verrà, per così dire, aggredito in sequenza da due onde di aria calda, corrispondenti a due figure anticicloniche particolarmente sviluppate in senso meridiano, l’una sul Pacifico e l’altra sull’Atlantico. Questa aria calda, trovandosi a convergere a tenaglia verso il Polo, penetrerà entro strati atmosferici a spessore progressivamente minore (l’atmosfera è più profonda all’Equatore rispetto ai Poli) e dunque sarà costretta a premere contro il tetto invisibile che si trova a circa 8-15 km di quota, detto troposfera, e a sfondare entro la sovrastante stratosfera.

La sequenza è rappresentata dalle due figure (click per aprirle) e si completerà tra il 9 e il 13 febbraio.

Qui troverà il vortice polare, il quale inizierà a venire dapprima spinto fuori dal suo asse e poi addirittura scomposto in due lobi distinti: l’uno finirà sul nord America (e questa non è una novità) ma l’altro si troverà a sorvolare l’Europa orientale. Da qui, seguendo il bordo destro dell’anticiclone anomalo così costituitosi sui cieli polari, si allungherà sull’Intera Europa sino a spingere il suo asse fin sul vicino Atlantico.

In altre parole, un evento del genere, considerata l’intensità dei flussi e il relativo impressionante e rapido aumento delle temperature che si avrà nella stratosfera polare, è classificato come riscaldamento stratosferico estremo (noto anche come Midwinter Stratospheric Warming di tipo Major), di quelli capaci di sconvolgere ed invertire l’andamento della circolazione fino alle medie latitudini. Fin qui un’ottima didattica, ma all’atto pratico cosa potrebbe accadere al tempo di casa nostra?

Vi dico solo che un evento analogo avvenne a fine dicembre del 1984 e portò sull’Europa (Italia compresa) un’ondata di gelo eccezionale nel gennaio 1985 (secondo video).

A differenza di allora però (si c’è un però e non è poco), l’attuale situazione pare svolgersi quasi esclusivamente in stratosfera. In altre parole se il calore anticiclonico riuscirà a sfondare in stratosfera, NON dovrebbe riuscire a tornare verso il basso disgregando il vortice polare nei bassi strati, che è poi quello che servirebbe per avere il gelo alle medie latitudini. Questo andamento a senso unico è quanto vedono al momento (AL MOMENTO) i modelli numerici, a partire da quelli di nostro riferimento provenienti dall’Università di Berlino.

Vi consiglio comunque di tenere le orecchie ben aperte, perchè la situazione è estremamente interessante e non è detto che possa portare risvolti a sorpresa nella terza decade di febbraio. Se così non fosse (la probabilità in effetti è abbastanza remota) rimane lo stupore e la meraviglia di aver potuto seguire fin d’ora e in tempo reale una situazione tra le più imponenti e ricercate dell’intera letteratura meteorologica moderna.

Luca Angelini

Didattica di una METEO spettacolare e poco conosciuta