4 December 2020

Le stazioni meteo preferite dagli appassionati

Didattica: ecco la culla dove nascono i CICLONI

Giusto due parole per cogliere al volo l’occasione che la natura ci ha riservato in queste ultime ore nell’evoluzione sinottica sullo scenario europeo.

La figura allegata è stata tratta dal set di immagini pervenute dal satellite Meteosat alle ore 12.00 UTC di oggi, mercoledì 21 ottobre. Il radiometro utilizzato, quello che lavora nella banda di assorbimento del vapore acqueo (lunghezza d’onda 6.2µm), ci permette di individuare lungo le aree più scure l’asse delle correnti a getto dove intrude aria secca dalle alte quote della troposfera se non addirittura dalla stratosfera.

La sovrapposizione dei massimi di vento (isotachie colore giallo) mette in bell’evidenza che le zone di massima vorticità si trovano in corrispondenza dell’uscita di sinistra dei massimi di vento (pallini bianchi). In altre parole, il vuoto che si viene a creare in quota per la rimozione dell’aria operata proprio dai massimi di vento, innesca la risalita di aria dal basso, che poi viene catturata dalla vorticità e dà luogo alla nascita delle depressioni.

Nel caso fosse già presente nei bassi strati una qualche discontinuità termica ( e in effetti c’è e si trova a cavallo degli ammassi nuvolosi che vediamo disposti lungo l’intero bacino mediterraneo) questa vorticità va a distorcere le masse d’aria già in contatto tra loro e dà vita al processo di ciclogenesi, ossia costruzione di cicloni. E’ quello che è già accaduto sulla verticale delle Baleari (pallino bianco pieno) ed è anche quello che si completerà nelle prossime ore sul Tirreno meridionale (pallino bianco vuoto).

Insomma, tanti ingredienti per un solo risultato: maltempo, in questo caso, come purtroppo abbiamo già avuto modo di constatare, già attivo sulle nostre regioni meridionali.

Luca Angelini

 

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