27 November 2020

I dispetti dello Scirocco: tanta POLVERE e poca PIOGGIA

Macchina appena lavata ed ecco, manco a farlo apposta piove. Non arriva però la pioggia bella intensa, decisa, quella che lava, ma quelle quattro gocce che sporcano senza dissetare la terra. Sono le classiche quattro gocce che si accompagnano a situazioni sciroccali originatesi sui deserti nord-africani, quando le correnti raggiungono l’Italia seguono una curvatura anticiclonica (oraria).

Quest’ultimo è un particolare non da poco, dato che quando il vento scorre lungo un asse anticiclonico la massa d’aria tende anche a scendere di quota, sfrangiando i tessuti nuvolosi, contrariamente a quando assume curvatura ciclonica allorquando invece si solleva in blocco generando forti precipitazioni. Con la curvatura anticiclonica le precipitazioni possono anche aversi, ma sono deboli, locali, sporadiche e rilasciano spesso consistenti quantitativi di polveri.

La massa d’aria subtropicale continentale si presenta dunque sui nostri cieli con nubi stratificate irregolari, velature e solo occasionalmente con addensamenti misti anche cumuliformi in caso di aria instabile. Sono proprio questi ultimi i casi in cui possiamo vedere associate precipitazioni. Si tratta quasi sempre di piogge brevi costituite da qualche gocciolone di passaggio che appena bagna il suolo ma che, come detto, sporca molto.

polveri saharaA volte la precipitazione effettivamente riesce a partire in blocco dalla nube ma l’aria secca che deve attraversare ne fa evaporare una buona parte prima che tocchi il suolo. Il segnale di questo processo solitamente è evidenziato dalla presenza di nuvole basse piuttosto sfilacciate note come fracto-cumuli o fracto-strati, i quali tradiscono proprio l’evaporazione della precipitazione in atto. Da terra noi vediamo le classiche nubi dalle sfumature giallastre o rossastre.

In caso di addensamenti misti inoltre (acqua+ghiaccio), può accadere che le goccioline, portate in alto dai moti convettivi all’interno delle strutture cumuliformi, ghiaccino. I cristalli tendono così a cadere verso il basso inglobando le goccioline e divenendo così più pesanti, processo che facilita la precipitazione. Essi poi fondono ma nel frattempo hanno già superato lo strato di aria secca. Questo è un altro motivo per il quale le precipitazioni possono così giungere fino al suolo, ma sempre in modo sparso e irregolare.

Nella caduta si portano infatti dietro la polvere del Sahara ed ecco quei quattro goccioloni che bagnano poco e… sporcano molto.

Luca Angelini

I dispetti dello Scirocco: tanta POLVERE e poca PIOGGIA

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