27 November 2020

Dove pioverà nel weekend? Chiediamolo al minimo che balla il walzer

E c’è qualcuno che pretende di saltare di palo in frasca giungendo già alle conclusioni sul tempo di Ferragosto! Se pensiamo invece quanta incertezza aleggi ancora attorno alla possibile collocazione del nocciolo di bassa pressione in arrivo tra venerdì 5 e domenica 7 agosto, ci possiamo rendere conto della sproporzione tra un dubbio a breve scadenza e una (falsa) certezza a lungo termine.

Ovviamente non si può sapere cosa c’è dietro, se prima non sappiamo cosa si pone davanti e per questo, cari lettori, vi invito ad analizzare e commentare con me le due carte proposte in figura.

La prima in evidenza: si riferisce alla previsione probabilistica del campo di altezza geopotenziale di 500 hPa, individuata dal tracciamento di alcune isoipse (le linee colorate) calcolate dai modelli GFS (colore azzurro), ECMWF (colore rosso), GEM (colore lilla) ed UKMO (colore arancio). L’isolinea che a noi interessa è quella che delimita la superficie isobarica di 584 decametri geopotenziali, ovvero quella sulla quale dovrebbe giacere il minimo di bassa pressione in arrivo dall’Atlantico.

Ebbene, risulta palese la difficoltà che incontra la modellistica numerica a calcolare lo stato futuro dell’atmosfera quando ci si trova in queste condizioni, ovvero in presenza di un nucleo di bassa pressione staccato dalla circolazione principale, noto agli addetti ai lavori come “goccia fredda” detto all’italiana.  Il minimo della discordia infatti potrebbe finire domenica sulla Sardegna, come suggerisce il modello americano GFS, piuttosto che sulla Basilicata, come propende ad individuare il modello europeo ECMWF. Ma ci sono anche le ipotesi calcolate dal modello canadese GEM, che sposta tutto in Grecia, oltre a quelle del modello inglese UKMO, che si butta addirittura sull’Egeo.

Insomma una fascia di sviluppo lunga 1.000 chilometri che mette in crisi non solo il dettaglio previsionale, ma anche la comprensione dell’impianto generale alla scala sinottica.

ens gfs deviazione standard domenicaLa seconda mappa, quella riprodotta qui a fianco, mette in evidenza proprio questa incertezza, così come la calcola il solo modello americano GFS in termini di deviazione standard, che in buona sostanza è appunto un indice di incertezza: più i valori di questa deviazione (deviazione =  differenza) sono elevati e più lo scenario è inaffidabile. Bene, basterà allora osservare quel nocciolo giallo che conferma quanta acqua debba passare ancora sotto i ponti prima di giungere ad una previsione che dia risultati soddisfacenti, anche a sole, si fa per dire, 84 ore di distanza.

E allora come possiamo rispondere alla domanda del titolo: “dove pioverà nel weekend?”. Lo possiamo fare solo in termini di mera probabilità. Anzitutto escluderei il nord (forse ad eccezione del Triveneto) che si troverà ripulito dopo la sfuriata di venerdì 5. Includerei invece il centro e il sud, anche se con probabilità di temporali per il momento in stand-by attorno al 30-40%. Stesso discorso per le Isole Maggiori, dove ad esempio la Sardegna se la gioca solo con il modello GFS e per questo con probabilità di temporali pari al 20%.

Insomma, ancora un bel grattacapo sul quale, come vi ho spiegato, non vale la pena di scervellarsi. Sarà sufficiente attendere ancora 36-48 ore prima di avere un quadro sufficientemente attendibile sulla fenomenologia che ci aspetta. Vero arriveremo proprio a ridosso dell’evento, ma quel che conta è giungere ad una previsione corretta, perchè l’alternativa sarebbe un poco deontologico “buttati, o la va o la spacca”.

Luca Angelini

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