Due cicloni da paura in Atlantico; nessuna influenza in Europa

Il vortice polare non molla. La differenza di temperatura che contraddistingue in queste settimane l’area polare dalle medie latitudini è tale da generare forti venti in quota alimentando la corrente a getto polare. In questo modo vengono favoriti i processi di ciclogenesi, ovvero i processi che generano i centri di bassa pressione.

Due esempi li abbiamo sotto gli occhi proprio in questa settimana, con una prima figura ciclonica che sta imperversando sul nord dell’Atlantico e precisamente poco a sud della Groenlandia. Il vortice sfoggia una pressione al livello del mare che al centro sfiora i 950hPa, richiamando attorno a sé venti di tempesta su tutta l’area compresa tra l’Isola di ghiaccio e l’Islanda. Sempre in Atlantico, ma un po’ più a sud, una seconda figura ciclonica di tutto rispetto si approfondirà con un processo di ciclogenesi esplosiva nella giornata di venerdì 4 marzo. Entrambe le figure non avranno influenza sul tempo di casa nostra rimanendo confinate in pieno oceano.

Luca Angelini