20 October 2018

E ora, in attesa del FREDDO vero, servono notti serene e calma di vento

Con l’equinozio ormai alle spalle, la durata del di si riduce via via più rapidamente e le notti macinano minuti su minuti diventando progressivamente più lunghe. Ce ne accorgiamo al mattino, quando uscendo di buon’ora l’aria è decisamente fresca, soprattutto se viviamo in zone dal clima continentale.

La differenza tra notti serene e notti nuvolose inizia a farsi notare.

Se veniamo da una notte serena e con vento calmo o molto debole, il terreno ha ceduto calore verso lo spazio sotto forma di radiazione infrarossa, e gli strati d’aria prossimi al suolo si sono quindi a loro volta raffreddati. Alle quote superiori invece, al di sopra dello strato rimescolato, può essere invece che questo raffreddamento non si sia verificato perchè in questo caso l’influenza del terreno è minima e domina invece lo stato termodinamico della massa d’aria. Lo stesso dicasi in caso di alta pressione, con le correnti discendenti che riscaldano l’aria per compressione proprio a partire dagli strati superiori.

Tutto questo per osservare che, in attesa delle prime irruzioni di aria fredda dalle alte latitudini, le nostre zone interne e pianeggianti possono iniziare a fabbricarsi un po’ di freddo da sole, sfruttando questo meccanismo denominato irraggiamento notturno. Ovviamente se i cieli rimangono nuvolosi e/o la ventilazione nei bassi strati particolarmente attiva, questo meccanismo non funziona a dovere e le temperature notturne scendono poco o addirittura non scendono.

Nel caso di cieli nuvolosi, come sta accadendo su molte zone proprio in questi giorni, la radiazione infrarossa riemessa dal terreno durante la notte viene riflessa dalla base delle nuvole e il calore rimane, per così dire, soffocato nei bassi strati. Ce ne accorgiamo perchè all’alba non si nota la rugiada sugli oggetti ne ristagno atmosferico che produca foschie o banchi di nebbia.

Ciò significa che il freddo vero è ancora molto lontano. E d’altra parte siamo solo agli inizi di ottobre…

Luca Angelini

E ora, in attesa del FREDDO vero, servono notti serene e calma di vento