Ecco perché gli articoli vanno letti fino in fondo

La statistica è perentoria ed agghiacciante! Il 90 % degli utenti di giornali e articoli sui social si ferma al titolo, senza approfondire i relativi argomenti esposti con la lettura del rispettivo editoriale. Gli editori questo lo sanno bene e a volte (spesso) ne approfittano per attirare l’attenzione degli utenti in modo fraudolento con titoli altisonanti che poi vengono riallineati se non addirittura smentiti nel corpo degli articoli. In questo modo la maggioranza delle persone giunge a degli assunti sbagliati, ma questo è il meno. L’informazione fuorviante può causare fraintendimenti ma, rischio peggiore, mettere in moto una macchina preventiva senza effettiva necessità.

Per fortuna, invece, chi fa Meteorologia in maniera seria (questo sito certo, ma anche le Arpa Regionali e comunque gli Enti preposti alla vigilanza meteo) producono bollettini precisi e dettagliati che forniscono quindi risultati corretti e puntuali in relazione all’attendibilità prognostica disponibile; e questo è determinante in quanto guida nelle scelte e nelle decisioni che vedono impiegati soldi pubblici, i nostri. Cosa vogliamo dire quindi? Che la previsione di neve in pianura (giusto per fare un esempio) va affrontata con estremo puntiglio e non in modo superficiale, anche perché la macchina preventiva costa decine di migliaia di Euro al giorno!

Insomma non è un gioco. Non è mai un gioco quando c’è un prezzo da pagare. Ancor più quando, quel prezzo da pagare, grava sull’interesse pubblico e sulle nostre tasche! Impegniamoci dunque, sforziamoci di andare al di là dei semplici 45 caratteri concessi per un titolo, soprattutto se dobbiamo commentare sui social, allargando a macchia l’olio eventuali fraintendimenti, e impariamo una buona volta a leggere un articolo nella sua interezza; 20-30 secondi sono forse troppi?

Marco Rabito e Luca Angelini