23 January 2021

El Niño sugli scudi: ed è subito record

Il “bambinello” del Pacifico non perdona e, ancor prima di dire la sua sul tempo di casa nostra, consegna a piene mani l’oscar dell’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni strumentali al 2015. E’ durato poco dunque, solo 365 giorni, il primato detenuto dal 2014 (che a suo tempo sembrava già tanto), surclassato da un bel +0,14°C rispetto alla media 1981-2010, la quale, tengo a far notare, non include la media degli ultimi 5 anni, proprio i più caldi (spiccano in particolare 2010, 2014 e il 2015 appunto).

LE FONTI: i dati raccolti dal NCEP/NCAR, non ancora ufficializzati, sono in linea con i database predisposti da GISSTHadCRUT4, che lavorano su archi temporali differenti e che consentono di rendere i risultati omogenei e dunque confrontabili. Insomma, ormai è un dato di fatto: il 2015 è l’anno più caldo dalla fine della cosiddetta Piccola Era Glaciale (1850 circa) e dall’inizio delle rilevazioni strumentali (1880).

I CLIMATOLOGI CI AVEVANO AVVERTITI: come d’altra parte era prevedibile, e infatti i climatologi non hanno lesinato avvertimenti in merito, la punta di diamante di questa impennata del riscaldamento globale, è da ricercarsi nel noto fenomeno di El Niño. Questo processo, che potremmo immaginare come la semi-onda calda di una oscillazione accoppiata oceano-atmosfera denominata ENSO (El Niño and Southern Oscillation), viene innescato dalla occasionale alterazione dei venti equatoriali detti Alisei (la semi-onda fredda che genera il fenomeno opposto è detto La Niña)..

COME NASCE EL NINO? in condizioni normali, gli Alisei (che spirano dai quadranti orientali) accumulano acqua sul lato occidentale del Pacifico ma occasionalmente, per motivi legati all’interferenza di presenze temporalesche particolarmente intense lungo l’Equatore, il regime dei venti si indebolisce. Durante questo decadimento, l’acqua accumulata ad ovest, non più trattenuta, si sposta in massa verso est (tecnicamente si parla di Kelvin Wave equatoriale), abbassa il termoclino (aumenta il rimescolamento delle acque superficiali) e annulla l’upwelling equatoriale (la risalita di acqua fredda al largo dell’Ecuador). La superficie dell’oceano inizia a scaldarsi, nasce il fenomeno di El Niño.

ensoStatistica alla mano, El Niño 2015 si colloca al terzo posto tra gli eventi più intensi dall’inizio delle rilevazioni, subito dietro a quello del 1998 (il più intenso) e del 1987 (al secondo posto).

DOMANDA: se non si tratta dell’episodio più intenso, come può esser dunque correlato a questo record di temperatura a scala globale? In prima istanza occorre tener presente la durata del fenomeno in corso, che abbraccia molti mesi e che, da sola, eguaglierebbe la magnitudo degli altri due episodi. Ma, dato ancor più importante, dobbiamo tener presente che da quegli anni la temperatura globale nel frattempo è aumentata. Di quanto?

CONCLUSIONI: accertato che dal 1880 al fino al 2012 abbiamo guadagnato +0.85°C, occorre ora sommare la media 2012-2015, che sono poi gli anni più caldi della serie. Veniamo così proiettati d’incanto verso il “muro tecnico” del grado centigrado +1°C dall’era pre-industriale. A questo punto non c’è più alcun dubbio: grazie al “bambinello”, giovani e meno giovani siamo tutti cotti a… puntino.

Luca Angelini

 

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