24 November 2020

Eruzione vulcano AGUNG: polveri in stratosfera, possibili conseguenze sul clima

Il Monte Agung, sorge a poco più di 3.000 metri sul livello del mare e si trova nell’isola di Bali in Indonesia.

Del dramma legato all’eruzione, parzialmente già in atto, sulla popolazione locale si stanno ampiamente occupando le cronache. Qui vorremmo invece guardare oltre, perchè la tipologia di questa eruzione pare possa avere conseguenze addirittura sul clima terrestre, in considerazione del fatto che la colonna di nube vulcanica è già arrivata a sfiorare i 10 chilometri di altezza, ossia il livello della bassa stratosfera.

Il professor Massimiliano Fazzini, geologo, climatologo, nivologo e docente universitario, osserva che: “Il contenuto stratosferico di particelle di aerosol potrebbe variare, incidendo fortemente sul clima terrestre. Dopo circa due mesi, la nube vulcanica potrebbe essere di fatto estesa su un’ampia fascia latitudinale, e nella suddetta nube si avrebbe una concentrazione di goccioline composte per il 75% di acido solforico (H2SO4) e per il 25% da H2O.

Queste particelle, a seconda dell’intensità dell’eruzione vulcanica, rimarrebbero per periodi di 18-30 mesi in stratosfera, aumentando così l’albedo delle nuvole con possibile tendenza al calo delle temperature terrestri”.

L’attuale attività del monte Agung è paragonabile a quanto accadde mezzo secolo fa (era il 1963), quando il vulcano aveva emesso abbastanza detriti – circa un miliardo di tonnellate – da raffreddare la temperatura globale terrestre fino a 0,3°C.

Report Luca Angelini

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