28 November 2020

Estate 2017, il Monsone africano non ha ancora deposto l’ascia di guerra

Il grande caldo se ne è andato e, secondo le più recenti analisi deterministiche, pare che non debba tornare a breve, quanto meno nella forma esasperata in cui l’abbiamo recentemente subito.

C’è però da fare alcune considerazioni riguardo l’andamento del noto Monsone dell’Africa occidentale quello che, come sappiamo, ha contribuito a sollevare in latitudine l’area temporalesca tropicale (tecnicamente indice ITCZ) e, con reazione a catena, anche la sovrastante zona anticiclonica subtropicale verso il Mediterraneo. A tal proposito esaminiamo la figura in alto (click per aprirla).

Nel quadrante superiore dell’immagine viene mostrato l’andamento dell’ITCZ: la linea rossa indica l’attuale andamento di questo parametro, quella gialla come era nei 10 giorni passati e quella nera come dovrebbe posizionarsi secondo la media climatologica. Come vedete, rispetto alla prima decade di agosto, si è avuta una flessione, un rientro verso sud dell’ITCZ sul settore più occidentale dell’Africa, mentre altrove rimane molto alta.

Ancora più chiaro è quanto emerge dai grafici sotto: quello a sinistra mostra l’anomalia dell’ITCZ sul settore africano occidentale, tra 10°ovest e 10°est di longitudine, quello che a noi più interessa perchè da qui partono le spinte calde a noi destinate. Ebbene, dopo la suddetta flessione si nota una nuova impennata di questo indice, avvenuta proprio negli ultimissimi giorni. Da notare anche che lo stesso indice è rimasto oltre la media climatologica ininterrottamente dallo scorso mese di maggio.

Esaminando invece il grafico a destra, riferito al quadrante orientale compreso tra i 20° est e i 35°est di longitudine, si evincono normali fluttuazioni, che si concludono ora in una fase di rialzo anche su questo settore.

Orbene, con questo non vogliamo dire che tornerà il caldo soffocante, ma che il rischio di dover prima o poi avere a che fare con nuove sgradite invasioni d’aria calda nord-africana è ancora reale. Questo anche perchè l’incastro con l’indice nord-atlantico (NAO) negativo, che favorisce la disposizione meridiana delle correnti, è anch’esso attuale. Rimarrà da vedere come e quando ripartirà un altro indice, quello che descrive la posizione della ola temporalesca tropicale, noto come MJO, al momento “dormiente” sulla verticale del nord Africa.

Insomma, come vedete è una situazione complessa; non rimane che incrociare le dita e sperare in un prosieguo di stagione improntato alla gradevole estate mediterranea.

Luca Angelini

Estate 2017, il Monsone africano non ha ancora deposto l’ascia di guerra