22 October 2020

Estate da incubo a tutti i costi? Il fallimento degli strilloni della meteo

“Carpe diem”, cogli l’attimo, goditi il freschetto di questi giorni, perchè adesso come adesso ci troviamo in un‘isola di temperature ragionevoli circondati da pesanti anomalie. No, neanche questo si riesce a fare; gli strilloni della meteo continuano imperterriti a far leva psicologica fino a terrorizzare i malcapitati lettori, inculcandogli il caldo estremo a tutti i costi, anche se non c’è, anche se non è previsto.

E prima era l’anticiclone africano anzichè quello delle Azzorre. Davanti all’evidenza dei fatti hanno cambiato strategia: han cominciato a rettificare: “Si, alta delle Azzorre ma è lo stesso un’ondata di calore”. Altra porcheria e altra tegola in testa (ammesso che una testa ce l’abbiano), infatti all’alba di metà luglio di ondate di calore africane, afro-europee, medio-orientali, ibride e compagnia bella neanche l’ombra (scusate il gioco di parole). “Comunque fa caldo, qui è afoso”… strano per essere in piena estate vero? Beh, con un pizzico di buon senso almeno a questo ci si può arrivare. Ma se neanche il buon senso regge allora che si fa? Si sposta avanti l’asticella “il caldo africano arriverà a fine luglio”. Non funzionerà? Si passerà al “piano B”: agosto devastato dai temporali (devastato??). Ovviamente altro nulla di fatto e così si riparte: “Africa, Africa, Africa… durerà tutto agosto” e poi “settembre e poi ottobre”, insomma prima o poi arriverà. E sulla base di che? Visto e considerato che le previsioni meteo non superano i quattro giorni più tre di tendenza, per un totale di sette giorni. A proposito, non era stata predisposta una certificazione che garantisse il marchio di qualità all’informazione meteorologica?

Beh, come avrete ormai capito se siete nostri lettori, su questo sito web non abbiamo peli sulla lingua: pur rendendoci conto che le anomalie legate al Riscaldamento Globale sono purtroppo un problema serio, concreto e attuale, vi invitiamo a trascorrere questo scorcio di estate con una salutare serenità. Avremo tempo nelle estati a venire di arrovellarci al ritmo dei ruggenti 40 (gradi) per tre mesi di fila; adesso che abbiamo la possibilità di tirare il fiato, di vivere finalmente un’estate normale (dopo una primavera di clausura per i noti motivi…), gustiamocela fino in fondo e lasciamo che questa “anomala normalità” sia un incubo solo per chi, sedicente professionista o impavido appassionato, non ha altro modo di sbarcare il lunario se non quello di ingannare i propri malcapitati lettori.

Luca Angelini

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