22 January 2021

ESTATE da incubo? Non tutte le ciambelle vengono con il buco

monsoneAvanti signori, siamo sinceri: chi di noi non ha ancora letto o sentito che la prossima estate sarà una stagione da record? Si certo, esattamente come avrebbe dovuto esserlo lo scorso inverno, così come avrebbe dovuto esserlo la scorsa estate e così via… Ora, per non impaludarsi entro le sabbie mobili delle cosiddette meteo-climabufale, propinate ormai quotidianamente dalle fonti più disparate, non ci rimane che uscire dall’indotto e tornare a ragionare con la nostra testa. Non servono chissà quali conoscenze tecniche per comprendere le cause che, se operanti in sinergia, possono portare ad una stagione estiva più calda della norma. Andiamo dunque ad analizzarle. Non ci sarà difficile tenerle a mente.

Prima cosa: sembrerà banale ma in estate fa caldo perchè c’è il sole: sole alto nel cielo, sole che insiste per molte ore e che riscalda fortemente il terreno quindi la massa d’aria sopra di esso. Ma per avere il sole dobbiamo contare sulla presenza di un anticiclone. Non un anticiclone qualunque, bensì lui, il temuto anticiclone nord-africano.

afrcaArriviamo così al secondo punto: l’anticiclone nord-africano è un’arma a doppio taglio. Oltre alla compressione della massa d’aria al suo interno, caratteristica questa di tutti gli anticicloni, il “ciclope dei deserti” viene alimentato dalle roventi masse d’aria che sovrastano le dune del Sahara e che in estate raggiungono agevolmente i 45 gradi, talvolta anche i 50 gradi (vedi immagine qui a fianco). Ma tra noi e l’Africa c’è il mare. Ecco che la massa d’aria africana, in origine caldissima ma secca, inizia ad assorbire umidità dal mare per evaporazione. Maggiore è la temperature dell’aria e maggiore è l’evaporazione. Inoltre, se pensiamo che più una massa d’aria è calda, e maggior quantità di vapore può contenere (vedi tabella qui a fianco), è facile immaginare che questa situazione porterà caldo intenso di tipo afoso, talvolta anche insopportabile.

Bene (si fa per dire), ma possiamo sapere con qualche tempo di anticipo, qualche giorno anche qualche settimana, se il “cammello” dell’aria arriverà fino da noi? Un indizio ci può derivare dall’analisi delle anomalie termiche delle acque sul golfo di Guinea. Se le acque suddette sono più fresche della norma, viene a generarsi una corrente che dal mare (sud) soffia verso il Sahel (nord). Una sorta di enorme brezza marina che va sotto il nome di Monsone dell’Africa nord-occidentale. E chiaro che il Monsone spingerà verso nord  la linea dove confluiscono gli Alisei dei due emisferi, normalmente posta attorno all’Equatore (Linea I.T.C.Z.) e, di conseguenza, anche la banda anticiclonica subtropicale che dunque andrà ad invadere il Mediterraneo e l’Italia (vedi figura in alto).

ariaUna volta insediato l’anticiclone africano rimane l’ultimo tassello per avere un’estate insopportabile: la mancanza di precipitazioni, magari già nella stagione primaverile. Questo perchè se il terreno è secco, il riscaldamento solare cede all’aria tutta l’energia e quindi il calore, mentre in caso di terreno umido o bagnato parte di questo calore verrebbe utilizzato per il processo di evaporazione e manterrebbe le temperature complessivamente meno elevate.

Per concludere, guardate quanti fattori concorrono a creare un’estate più calda della norma: intenso soleggiamento, alta pressione nord-africana, monsone, evaporazione del mare, terreno secco già dalla primavera. Alla luce degli indici disponibili, riteniamo che non sussistano elementi sufficienti per un’estate da incubo, ma quasi certamente per una estate leggermente più calda della norma. Un ultimo appunto: nel caso attuale (estate 2015), non date credito a chi paventa un’estate con caldo record per via del fenomeno di El Nino. Gli “addetti ai lavori” sanno infatti benissimo che le eventuali conseguenze di questo fenomeno, qualora si verificasse con elevata magnitudo (al momento non è ancora sufficiente), si faranno sentire sul comparto euro-atlantico non prima dei 3-4 mesi successivi.

Sarà buon senso dunque tornare eventualmente sull’argomento non prima del prossimo autunno. A buon intenditor…

Luca Angelini

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