18 January 2019

Estate di SAN MARTINO, la leggenda diventata realtà

Tutto nacque dalla leggenda che vedeva protagonista il giovane Martino nei panni di soldato. Si narra che in un freddo e piovoso 11 novembre, durante un viaggio a cavallo, egli si imbattè in un povero vestito solo di stracci. Impietosito tagliò con la spada il suo mantello e lo divise con il poveretto. Non appena compiuto questo nobile gesto di altruismo il cielo si aprì e improvvisamente comparve un sole splendente e l’aria si fece mite.

Attorno a quel mirabile esempio di carità cristiana, subito premiato dalla Provvidenza, nacquero innumerevoli detti popolari molti dei quali sono giunti fino ai giorni nostri. Persino il mondo dell’agricoltura seguì per secoli lo scandire di questa data, mentre sia in Italia che in altri Paesi europei l’estate di San Martino viene festeggiata tutt’oggi con banchetti e sagre.

I festeggiamenti in onore del soldato, poi divenuto Santo, coincidono nei detti popolari con una pausa ai rigori autunnali e precedono l’ingresso dei lunghi freddi invernali. Gli aforismi non sono passati inosservati perfino al mondo della letteratura. L’indimenticabile poesia di Giosuè Carducci “San Martino” ben descrive il fenomeno.

I versi hanno ben immortalato il bel tempo ritrovato descrivendo con dovizia di particolari la giornata prima sferzata dal Maestrale poi abbandonatasi al tepore di un sole quasi estivo e poi terminata con una pacata atmosfera conviviale. Noto in America come “Indian Summer” questo strappo stagionale ci propone un riscontro anche nel mondo della biologia. Dopo le prime gelate infatti la vegetazione, sotto la spinta del tepore, richiama clorofilla nel fogliame riaccendendone i colori. Il fenomeno è molto conosciuto anche in Canada.

Esistono legami tra aforismi e scienza anche in ambito meteorologico? Sotto il punto di vista della statistica climatologica la risposta è affermativa. In ambito mediterraneo infatti, durante questo periodo e in aggiunta ad altri momenti dell’anno come quelli compresi tra la fine di luglio e i primi di agosto, la pressione atmosferica mostra un massimo stagionale che porta con maggior probabilità a pause di bel tempo. Queste risultano l’anello di congiunzione tra le caratteristiche piogge autunnali e i primi freddi invernali ormai non più così lontani.

Luca Angelini

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