Estremizzazione del clima, ecco la pistola fumante

trombaTutto è partito con l’aumento delle temperature e ora prosegue con gli effetti collaterali legati alla maggiore presenza di vapore acqueo ed energia in atmosfera. Il collegamento fisico era anche un collegamento logico, solo che mancava la cosiddetta pistola fumante. Un importante studio firmato dall’Università di Miami in collaborazione con quella di Reading ci fornisce alcuni dati interessanti.

Sulla base di oltre 20 anni di osservazioni satellitari, è stato individuato un collegamento tra l’andamento della temperatura e le precipitazioni estreme delle regioni tropicali, con gli eventi di intense precipitazioni che aumentano di frequenza durante i periodi caldi e diminuiscono durante quelli freddi. Una prova matematica che risponde alle osservazioni empiriche dedotte ad esempio dall’indice ACE, metro di misura dei cicloni tropicali.

Per comprendere in che modo le precipitazioni rispondano al clima più caldo, i ricercatori hanno utilizzato i dati relativi ai cambiamenti climatici naturali associati al fenomeno El Niño testandoli poi nel loro laboratorio. “Un’atmosfera più calda contiene una maggiore percentuale di umidità, che a sua volta favorisce lo sviluppo di piogge torrenziali e concentrate su piccole porzioni di territorio”, ha spiegato Brian J. Soden, professore associato di scienze marine e atmosferiche dell’Università di Miami.

Guarda caso è quanto è stato accertato anche in Italia, quindi alle medie latitudini, dove piove meno in frequenza ma più in intensità.

Non c’è che dire, una vera sfida per l’Umanità, chiamata ad adattarsi ai cambiamenti climatici e agli eventi meteorologici estremi che ne conseguono. Un primo passo sarebbe quello di rispettare tutti un po’ di più la Natura

Luca Angelini

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