27 November 2020

Eventi meteo: quando possono definirsi "estremi"?

alluvio

In questi tempi di “qualunquismo meteorologico” dilagante, diviene sempre più importante sapersi destreggiare nei meandri della terminologia corretta, soprattutto per quanto concerne i fenomeni meteo. Eventi intensi, anomali o estremi: sembra sia tutto sotto uguale, tutto insieme dentro l’occhio del ciclone, passatemi la battuta, quasi a farci credere stia succedendo tutto adesso, dopo decenni o addirittura secoli di (improbabile) quiete meteo-climatica.

Il primo passo per esporsi di meno e capirci di più è porre l’accento sulla frequenza con la quale si stanno manifestando in giro per il Mondo eventi meteorologici anomali. Una premessa: cos’è un evento meteorologico anomalo? E’ una qualsiasi evenienza meteo i cui parametri di riferimento numerici oltrepassano il limite medio statistico della rispettiva climatologia.

Esempio: 65 millimetri di pioggia sono la media climatologica della piovosità di febbraio sulla città di Milano. Qualsiasi valore superiore od inferiore ad esso costituisce una anomalia. Se invece questi 65 millimetri cadono tutti in una giornata, piuttosto che nell’intero arco mensile, ci troviamo dinnanzi ad un fenomeno estremo. Altro esempio: 30 centimetri di neve a Bologna accompagnati da giornate di ghiaccio può essere la norma climatologica del mese di gennaio, diventa un evento anomalo a metà marzo, estremo a fine aprile. In questo caso anche la statistica inerente gli anni di ritorno dell’evento può darci un peso numerico alla rispettiva anomalia e dunque quantificarla correttamente per poi classificarla eventualmente quale evento estremo.

Il filo sottile che separa questa terminologia, apparentemente ma erroneamente ritenuta sinonima, è contemplata anche dai Climatologi, i quali prendono come parametro di riferimento l’impatto dei rispettivi eventi sul territorio e in particolare in termini di vite umane. Un evento anomalo per intensità mette a rischio vite umane, un evento estremo per intensità intacca anche la statistica climatologica.

Il cambiamento climatico in atto sta variando la statistica degli eventi estremi, poichè allunga l’ “elastico” climatologico. Si battono record di caldo ma anche di freddo, di piovosità ma anche di siccità. Come i più esperti certamente ricorderanno,ogni fenomeno meteorologico presenta una stretta dipendenza dalle condizioni iniziali, ovvero: cambiando anche di poco le condizioni iniziali di un sistema, l’innesco e la successiva evoluzione dei fenomeni sarà molto diversa. Nella fattispecie: a scala globale l’atmosfera può contare su un maggior quantitativo di energia potenzialmente disponibile. A scala sinottica o locale questo surplus energetico può essere quantificato dall’analisi di particolari indici.

acePrendiamo ad esempio un ciclone tropicale: a prima vista nulla sembra essere cambiato dai decenni passati. La frequenza di innesco dei cicloni tropicali risulta immutata, così come la velocità massima dei venti al loro interno (forse anche per limiti alle strumentazioni?). Se però andiamo a fondo utilizzando l‘indice ACE (Accumulated Cyclone Energy Index), velocità del vento + durata, notiamo che i venti massimi nei cicloni tropicali durano più a lungo e non solo:l’indice PDI (velocità del vento + durata + estensione della tempesta) è anch’esso in aumento. Ciò dimostra che l’energia in gioco è evidentemente maggiore rispetto ai decenni precedenti.

E se facessimo uno studio analogo anche sui nostri temporali?

La circolazione generale dell’atmosfera, onde sopperire al mutamento dell’assetto energetico globale a disposizione, tende quindi a mal distribuire le risorse dei fenomeni meteorologici, con il risultato di un aumento degli eventi non solo anomali, di quelli intensi, ma soprattutto di quelli estremi. Nasce dunque l’esigenza di una migliore e più professionale informazione meteo-climatica, affiancata da una maggior cultura della materia da parte di tutti perchè alla fine, davanti al rischio di un evento estremo “back my home”, ognuno sarà sempre il meteorologo di sè stesso.

Luca Angelini

 

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