25 November 2020

Evoluzione 2-3 gennaio. cosa ci possiamo aspettare dalla prima PERTURBAZIONE dell'anno?

capodannoDopo aver descritto l’evoluzione meteorologica a breve scadenza, con focus tra la notte di San Silvestro e il giorno di Capodanno, ci accingiamo ora ad esaminare il possibile seguito. Il nodo riguarda il prossimo fine settimana ed è di particolare interesse per il probabile transito della prima perturbazione dell’anno, la prima dopo diverse settimane di digiuno quasi assoluto.

LE PREMESSE: come vedete, una volta rimasti orfani dell’anticiclone, la minore stabilità evolutiva consiglia di accorciare la gittata previsionale e di procedere per gradi, pena un’inutile scivolone.

La mappa in figura è un  prodotto probabilistico (elaborato dal modello GFS con la corsa inizializzata alle ore 00Z del 29 dicembre) che ci consente di indagare correttamente lo stato medio dell’atmosfera all’alba di sabato 2 gennaio. La colorazione indica i cosiddetti valori di deviazione standard. In pratica, più i valori sono elevati (colori giallo e rosso), più l’evoluzione rappresentata è incerta, viceversa minori valori di deviazione (colori azzurro e viola), ci rappresentano aree a maggior predicibilità.

EVOLUZIONE  A SCALA SINOTTICA: detto questo, si nota che il flusso portante (frecce nere piccole) si snoda con un evidente scambio meridiano guidato dall’asse di un anticiclone esteso dal Mediterraneo centrale fin oltre la penisola Scandinava. Ad est agisce una saccatura con minimo principale centrato sull’Ucraina, alimentato da aria gelida, artica continentalizzata (frecce nere grandi).  Da notare la bassa predicibilità che segue proprio il tragitto di questo fiume d’aria fredda, il che dimostra la difficoltà nell’individuare queste situazioni anche a breve e media scadenza.

Ad ovest dell’asse di promontorio agisce una seconda saccatura, alimentata da un flusso freddo (non gelido) in uscita dal Canada, che si stende invece con maggior indice zonale (da ovest verso est) e mostra una migliore predicibilità. Proprio per questo vi invito ora a focalizzare l’attenzione su quel piccolo asse di saccatura sul golfo di Biscaglia (lettera “B” rossa, evoluzione più incerta): la spinta profusa dalle correnti atlantiche, interferendo con il più lento flusso meridiano dell’anticiclone, potrebbe “stirare” il minimo provocandone il successivo distacco dalla struttura madre.

EVOLUZIONE POSSIBILE A SCALA NAZIONALE: Se ciò dovesse effettivamente avvenire, la nostra perturbazione finirebbe per scindersi in due spezzoni dei quali, quello più attivo, seguirà il destino del minimo andando a scivolare nel corso della giornata di sabato 2 gennaio prima verso la Sardegna, per poi proseguire verso la Sicilia.

In questo modo le nostre regioni settentrionali verrebbero interessate marginalmente solo nella fase iniziale (sabato sera) con qualche precipitazione di passaggio e nevicate qua e là lungo le Alpi a quote ancora da verificare. Il grosso del maltempo sfilerebbe invece verso il centro e il sud, concentrandosi in particolare nella giornata di domenica 3 gennaio, con il possibile parziale coinvolgimento anche dell’Emilia Romagna. Nevicate in montagna ma, anche in questo caso, quote neve tutte da valutare.

Come vedete, molta è la carne al fuoco. Torneremo sull’argomento nel corso dei prossimi aggiornamenti. Vi aspetto!

Luca Angelini

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